Perché c’è bisogno di una professione codificata per i Fisici

profidi Luca Salis(*)

Oltre due terzi dei Fisici svolgono un’attività diversa dalla ricerca o dall’insegnamento [A]. A questa realtà non corrisponde una consapevolezza dell’opinione pubblica e dei mass media, che conservano un’immagine del Fisico esclusivamente come scienziato operante nell’Università o negli enti di ricerca, oppure come insegnante nelle scuole. È un’immagine non sbagliata, ma  sicuramente parziale e, quindi, fuorviante.

Paradossalmente, quest’immagine del Fisico è anche quella predominante nel mondo accademico, nonostante la grande maggioranza dei laureati che escono dalle Università non vi corrispondano.

Al di là dell’immagine, la realtà è che i due terzi dei Fisici che operano nell’industria e nella professione sono una risorsa per chi si avvale delle loro competenze, come dimostrano le ottime prospettive occupazionali della laurea in Fisica, soprattutto se confrontate con altre lauree[A].

Gli employer più avvertiti, infatti, soprattutto in mondi ad alta intensità di conoscenza e di professionalità come la consulenza direzionale, la finanza e l’alta tecnologia, conoscono bene le capacità e il potenziale dei laureati in Fisica. Inoltre, molti Fisici hanno saputo costruire e comunicare per sé, in completa autonomia e con poco aiuto dalle istituzioni accademiche, un profilo professionale attraente per il mercato del lavoro.

Tuttavia, una gran parte del sistema Paese non riesce appieno ad avvantaggiarsi della risorsa costituita dai Fisici a causa della poca chiarezza e della scarsa conoscenza sulla loro identità professionale.

La mia tesi è che la professione di Fisico, esaminata secondo tutti i criteri che definiscono una professione liberale, de facto, e anche, sebbene parzialmente, de jure, esista già e che una codifica formale della professione nelle opportune forme giuridiche sia il passo naturale e necessario per rendere massimamente accessibile agli attori della società e dell’economia l’opera, le competenze  e le conoscenze dei Fisici professionisti, massimizzandone il beneficio per il Paese.

Per argomentarla, nel seguito vedremo quali sono i benefici per la società provenienti dalla codifica della professione. Tenteremo poi una definizione del Fisico professionista, per comprendere meglio cosa lo caratterizza e lo distingue da altri professionisti. Vedremo quindi in che modo la professione di Fisico può essere considerata una professione liberale a tutto tondo, mostrando come, di fatto, i Fisici siano già parzialmente riconosciuti come professionisti dal sistema normativo, ma in un modo frammentario e parziale che crea notevoli problemi sia ai Fisici che a chi se ne potrebbe avvalere. Infine, vedremo quali sono i benefici che i Fisici stessi trarrebbero dalla codifica della professione.

Il beneficio pubblico della codifica della professione di Fisico

La ratio principale per la codifica di una professione è che da essa derivi un beneficio per la società. Infatti, nel codificare e standardizzare una professione, se ne limita di fatto l’accesso e si introduce una discriminazione positiva a vantaggio di chi può esercitarla. Questa discriminazione positiva dev’essere controbilanciata da un superiore vantaggio per la collettività, vantaggio che, nel caso dei Fisici, è ampiamente dimostrabile.

i risultati e le applicazioni delle Scienze Fisiche, oggi, permeano in modo profondo e radicale la vita dei cittadini e determinano in modo significativo il funzionamento dell’economia e della società[1]. Tuttavia, la complessità teorica e il livello di specializzazione raggiunto dai diversi campi della Fisica fa sì che il comune cittadino, così come le istituzioni e il mondo economico, non possano padroneggiare gli strumenti conoscitivi e tecnologici propri delle Scienze fisiche, e che quindi non siano in grado di valutarne appieno gli impatti, i rischi e le opportunità senza una mediazione professionale. Le competenze dei Fisici forniscono gli strumenti per governare questi temi in modo consapevole e creando un vantaggio sia per i cittadini, in termini di maggior consapevolezza e qualità della vita pubblica, sia per le aziende, in termini di valore aggiunto e competitività.

Si noti che le competenze dei Fisici si possono applicare proficuamente non solo in ambiti collegati alle Scienze Fisiche, ma in tutti i quei campi dove è necessaria una visione sistemica e la capacità di interpretare e governare fenomeni complessi; campi che sono alla base delle forze che plasmano il mondo contemporaneo.

Fare degli esempi tratti dalla cronaca recente di temi a proposito dei quali le competenze dei Fisici hanno grande rilevanza, sia dal punto di vista del contributo al dibattito pubblico, sia dal punto di vista della consulenza ai policy makers, è sin troppo semplice: le previsioni sismologiche in occasione del recente terremoto in Abruzzo; l’utilizzo del body scanner negli aeroporti, l’efficacia dei provvedimenti anti-smog di blocco del traffico e, per citare anche un tema più specialistico, il ruolo dell’econofisica nella creazione dei prodotti finanziari derivati che hanno giocato un notevole ruolo nella crisi attualmente in corso[2].

In queste circostanze, la presenza di una professione codificata, con una sua prassi professionale basata sullo stato attuale della ricerca scientifica, avrebbe certamente contribuito a render il dibattito più informato e meno disorientante per l’opinione pubblica. In casi come quello delle previsioni sismologiche e dei prodotti finanziari derivati, l’esistenza di una deontologia pubblica, presidiata dagli organismi propri di una professione codificata, sarebbe stata probabilmente utile a disincentivare eventuali comportamenti professionalmente disinvolti, qualora vi fossero stati.

In generale, e al di là dei casi eclatanti, cittadini, istituzioni e imprese si possono trovare in molteplici circostanze ad aver bisogno dei servizi professionali dei Fisici. Tuttavia, l’accesso dei cittadini e del sistema economico al tali servizi è ora limitato dalla scarsa conoscenza e dalla mancanza di un profilo professionale ben definito, che sia frutto di una discussione pubblica e condivisa. Una professione codificata ridurrebbe i costi ed amplierebbe le opportunità di avvalersi di queste competenze, creando valore per tutto il sistema.

Ad esempio, tale accesso è reso difficoltoso dalla mancanza di una prospettiva professionale relativa alla Fisica nel mondo accademico, che fa sì che l’Università non abbia costruito un sistema organico di rapporti con il mondo delle imprese per facilitare l’incontro e la selezione dei neolaureati in Fisica. Ciò si combina col fatto che, non esistendo una definizione condivisa e divulgata del profilo professionale dei Fisici, è difficile per le aziende realizzare una corrispondenza tra le competenze dei Fisici e le posizioni da ricoprire. Questa carenza fa sì che gli studenti di Fisica abbiano una notevole difficoltà a comprendere i bisogni delle imprese ed identificare con facilità i ruoli cui candidarsi, oltre a rendere difficile per le imprese orientare le proprie attività di reclutamento verso i Fisici. Infatti, già di per sé il basso numero di laureati in Fisica rende il reclutamento dei Fisici meno efficiente di quello, ad esempio, di ingegneri ed economisti. La mancanza di conoscenza sulle potenzialità occupazionali e sul profilo di competenze dei Fisici rende il loro reclutamento sistematico presso le Università ancora meno attraente. Gli organismi associativi di riferimento di una professione codificata potrebbero colmare questa lacuna, sia attraverso la costruzione di un profilo professionale espresso nel linguaggio delle imprese, che le aziende possano facilmente comprendere e mettere a confronto con i propri bisogni organizzativi, sia fungendo da collegamento attivo tra il mondo accademico e il mondo del lavoro, ad esempio organizzando eventi divulgativi per le aziende e agendo da raccordo tra il mondo dell’Università e quello delle imprese.

Chi è il Fisico Professionista

Chi ha avuto a che fare con dei Fisici in un qualsiasi ambito professionale probabilmente non mancherà di riconoscere alcuni tratti comuni. Ad esempio, la propensione ad interpretare i fenomeni, qualunque essi siano, sulla base di ipotesi ragionate basate sui fatti noti; la capacità di utilizzare queste interpretazioni per fare delle previsioni o per scoprire aspetti nuovi; la capacità di rivedere criticamente le proprie ipotesi e conclusioni man mano che si acquisisce nuova conoscenza; il saper separare le caratteristiche rilevanti dei fenomeni complessi da quelle irrilevanti e utilizzarle per costruirne una visione quantitativa. Tutte caratteristiche, queste, proprie dell’uso del metodo scientifico, cui i Fisici sono precipuamente educati.

Su questa base, si può tentare di proporre una definizione dell’Fisico professionista come segue:

Il Fisico professionista è il professionista, laureato in Fisica, che adopera nelle proprie operazioni professionali le conoscenze scientifiche, le metodologie e le tecniche proprie o mutuate dalle Scienze Fisiche[3]”.

Questa definizione ha due caratteristiche fondamentali. In primo luogo, riconosce il fatto che la scientificità è la caratteristica fondante della professione del Fisico. Inoltre, riconosce il fatto che la professionalità del Fisico non si esplicita esclusivamente sugli argomenti propri della Fisica, ma spazia su tutte quelle tematiche che possono essere affrontate ricorrendo allo strumentario tecnico e concettuale della Fisica, quali la capacità di costruire modelli teorici quantitativi di descrizione dei fenomeni, l’approccio sperimentale, il rigore nella misurazione etc.,

Il Fisico professionista, pertanto, fonda la sua peculiarità sul rimanere scienziato, pur esercitando una professione in un campo non necessariamente scientifico, e quindi sul conservare dello scienziato il modus operandi ma, ancor più, il modus cogitandi.

In definitiva, il Fisico professionista, in questa proposta di definizione, si qualifica quale “professionista-scienziato” par excellence.

La “Professione Fisico” come professione codificata

Una volta compreso, seppure in senso lato, chi sia il Fisico professionista, è necessario domandarsi se e quanto la “Professione Fisico” sia vicina ad essere una professione codificata. Per rispondere a questa domanda, abbiamo prima bisogno di un modello di riferimento che definisca le principali caratteristiche di una professione codificata in generale.

A tal fine, si può fare riferimento alle diverse teorie di sociologia delle professioni, ad esempio facendo ricorso alle definizioni di L. Gallino [B] e di E. Greenwood [C]. Riassumendo le posizioni di questi autori, possiamo dire che una professione liberale codificata è un sistema in cui:

  • C’è una definizione chiara ma sufficientemente ampia delle competenze professionali, delle metodologie, delle tecniche e degli ambiti di svolgimento dell’attività professionale. La definizione deve essere tale da render chiaro ai potenziali clienti del servizio professionale in che circostanze è utile o necessario ricorrere ai servizi professionali;
  • La professione è basata su un sistema teorico coerente di riferimento; inoltre, c’è un raccordo tra tale corpus scientifico-teorico e le prassi che applicano le conoscenze scientifiche ai casi concreti affrontati nell’esercizio della professione. Questo raccordo, in genere, avviene tramite il legame tra Università e organizzazioni associative della professione;
  • Esiste una deontologia professionale, possibilmente codificata, consolidata nelle pratiche, condivisa e pubblicamente nota;
  • Esistono degli organismi ordinativi della professione che sono depositari della deontologia, dei rapporti con la collettività e le istituzioni oltre che, come si è detto sopra, del raccordo tra la scienza e la prassi professionale;
  • La professione è sancita dalla comunità, attraverso la definizione di requisiti legali per il suo esercizio e la riserva professionale, ovvero la definizione di attività il cui esercizio è riservato a talune professioni.

L’esame dello stato attuale della “Professione Fisico” rispetto a ciascuna di queste caratteristiche ci fornirà una buona indicazione di quanto la professione di Fisico sia prossima ad essere una professione codificata.

1. Esiste una definizione dell’ambito, delle pratiche, tecniche, discipline e metodologie della professione di Fisico?

La consapevolezza dell’ambito professionale proprio dei Fisici si è andata consolidando nel tempo e con l’esperienza. Tale consapevolezza si è concretizzata nelle varie proposte di volta in volta formulate per l’istituzione della professione di Fisico all’interno del movimento d’opinione e culturale che ne promuove il riconoscimento.

La prima esplicita definizione si può trovare nel testo della proposta di legge SIF del 2007 per l’istituzione della professione [D]. Questa descrizione ha riscontrato un generale consenso, tanto che è stata poi mutuata in modo pressoché invariato dal regolamento di accreditamento dell’Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni (ANFeA)[E], associazione che si propone quale ente di accreditamento per i Fisici Professionisti ell’ambito della direttiva europea sulle professioni non regolamentate [F], ed è stata ripresa nel recente Disegno di Legge su tale materia del Sen. Augello [G], promosso da ANFeA, Associazione Italiana di Fisica Medica (AIFM) e Associazione Geofisica Italiana (AGI).

Se la definizione dell’ambito professionale è quindi matura e ampiamente condivisa, Il livello di maturità della definizione dei metodi e delle tecniche proprie delle pratiche professionali è variabile. Vi sono sia aree dove le prassi sono mature e ampiamente codificate, come delle aree dove le modalità di applicazione del quadro teorico alla prassi professionale sono determinate di volta in volta dai singoli professionisti.

Le aree dove le prassi professionali sono mature e ampiamente codificate sono comunque numerose e riguardano una parte notevole delle attività professionali dei Fisici, come ad esempio le seguenti:

  • Fisica medica;
  • Radioprotezione;
  • Energetica;
  • Econofisica applicata;
  • Meteorologia;
  • Geofisica applicata;
  • Acustica ambientale;
  • Fisica ambientale;
  • Fisica dei beni culturali e archeometria;
  • Metrologia applicata.

Queste aree disciplinari riguardano una parte significativa, e probabilmente maggioritaria, delle attività svolte dai Fisici Professionisti. In particolare, si deve osservare come le attività professionali nell’ambito della Fisica medica, la Radioprotezione e l’Acustica ambientale sono regolate dalla legge.

Tuttavia, vi sono altre aree ove, pur esistendo una significativa letteratura scientifica e anche dei modelli applicativi, la definizione di prassi operative utilizzabili in ambito professionale non è altrettanto sviluppata, ad esempio la Sociofisica, la Fisica dei sistemi complessi, etc.

Questa mancanza di definizione, tuttavia, non deve essere necessariamente letta come una limitatezza della Fisica in quanto disciplina professionale. Può invece essere interpretata come un sintomo della natura esplorativa propria della Fisica, che non perde la sua caratteristica di scienza anche quando applicata nella professione. Bisogna inoltre osservare che in qualsiasi professione vi sono aree in cui la prassi professionale è in fieri: si tratta delle aree in cui i risultati della ricerca scientifica o accademica sono in ancora in corso di conversione nella prassi applicativa. L’esistenza di queste aree è segno di vitalità della disciplina professionale.

2. Esiste un raccordo, esercitato dalle organizzazioni associative della professione, tra il corpus teorico delle discipline di riferimento e la prassi professionale?

Come si è appena visto, nella Fisica sussiste un ampio corpus di pratiche professionali codificate. Queste prassi sono sviluppate, dal punto di vista dei presupposti teorici e metodologici, in ambito universitario, in un contesto di stretta relazione con le associazioni di rappresentanza delle diverse discipline professionali della Fisica.

Infatti, molti dei ricercatori universitari impegnati in un’area con risvolti applicativi sono anche attivi nelle associazioni professionali afferenti a tale disciplina.

Il mondo delle associazioni professionali nell’area della Fisica è ampio e variegato. Anche questa è un’ulteriore conferma di vitalità; tuttavia è indubbio che la frammentazione renda difficile il consolidamento di un’identità professionale pubblicamente riconosciuta.  Praticamente tutte le associazioni svolgono attività scientifica, oltre che di rappresentanza professionale.

Nel seguito una breve rassegna delle associazioni professionali:

  • AIFM (Associazione Italiana Fisica Medica) è un’organizzazione attiva nella rappresentanza professionale dei Fisici Medici. Gestisce un elenco professionale e si è fatta promotrice di un disegno di legge per il riconoscimento della Fisica Medica quale professione sanitaria. È un’associazione di carattere sia scientifico che professionale.
  • AGI (Associazione Geofisica Italiana) è un’associazione prevalentemente a carattere scientifico. È riconosciuta dal CNEL come associazione professionale e gestisce un Elenco di Esperti Certificati per la Professione di Meteorologo, Climatologo e Fisico dell’Ambiente.
  • AIAr (Associazione Italiana di Archeometria) è un’associazione a carattere prevalentemente scientifico, che ha lo scopo, tra l’altro, di promuovere le attività professionali nel campo delle metodologie scientifiche per lo studio e la salvaguardia del patrimonio culturale.
  • ANPEQ (Associazione Italiana Esperti Qualificati in Radioprotezione) ha l’obiettivo di rappresentare gli Esperti Qualificati iscritti nell’elenco istituito ai sensi dell’D.Lgs. 230/95 e successive modificazioni. Svolge anche attività di tipo tecnico-scientifico.
  • AIRP (Associazione Italiana di Radioprotezione) è un’associazione a carattere prevalentemente culturale e scientifico che ha istituito una scuola superiore di radioprotezione.

Una menzione a parte merita l’ANFeA (Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni) associazione costituita nel 2008 con l’obiettivo di promuovere la professione Fisico in tutti i suoi aspetti, ricomprendendone tutte le specialità. L’ANFeA si propone di istituire un elenco professionale riconosciuto dal CNEL nell’ambito della normativa sulle professioni non regolamentate. L’ANFeA si è di recente fatta promotrice di un’iniziativa legislativa per il riconoscimento della Professione Fisico, che ha l’originale caratteristica di istituire un organismo di gestione dell’elenco professionale (OGEP) gestito attraverso una convenzione tra le associazioni professionali interessate. Ad oggi (Marzo 2010), oltre all’ANFeA, hanno aderito all’iniziativa anche AIFM e AGI.

L’Iniziativa ANFeA affianca quella della SIF per l’istituzione di un Ordine professionale dei Fisici, attraverso l’ingresso dei Fisici nell’Ordine dei Chimici, che diventerebbe così Ordine dei Chimici e dei Fisici.

La SIF, che è la principale associazione scientifica dei Fisici in Italia, ha sempre espresso la volontà di mantenere esclusivamente il proprio carattere scientifico, sebbene sia attiva nell’ottenimento del riconoscimento professionale dei Fisici.

In definitiva, si può concludere che esiste un ricco panorama di organizzazioni professionali che rappresentano i Fisici in diversi ambiti professionali, le quali agiscono da raccordo tra i risultati della ricerca e le teorie che essi sottendono e le prassi professionali che le mettono in atto.

3. Esiste una deontologia professionale, possibilmente codificata, consolidata nelle pratiche, condivisa e pubblicamente nota;

Tutte le associazioni che gestiscono un elenco professionale, hanno sviluppato un codice deontologico, che gli iscritti si impegnano ad osservare.

Pertanto, esiste una codifica della deontologia professionale. Tuttavia, una vera deontologia può essere sviluppata solo nella pratica professionale, perché sono i casi reali che la rendono viva e concreta. Così, possiamo aspettarci che i settori con una professione riconosciuta, come la Fisica Medica e la Radioprotezione, abbiano una maggiore esperienza sul tema e un’etica professionale maggiormente consolidata.

In tutti gli altri casi, quest’etica è da considerarsi, eccettuata la normativa formale, ancora in fieri.

4 – Esistono degli organismi ordinativi della professione che sono depositari della deontologia, dei rapporti con la collettività e le istituzioni?

Abbiamo visto che a questa domanda si può dare positiva risposta sulla base di quanto detto sopra. Tutte le associazioni professionali, in particolare, si propongono di rivestire un ruolo di rappresentanza della professione nei confronti della società e delle istituzioni.

5 – La professione è sancita dalla comunità, attraverso la definizione di requisiti legali per il suo esercizio e di una riserva professionale riconosciuta per legge?

In generale non esiste un requisito legale, come ad esempio il superamento di un esame di Stato, per l’esercizio della professione di Fisico; così come, in generale, non essendo la professione di Fisico riconosciuta per legge, non esiste una riserva professionale dei Fisici in generale.

Tuttavia, la normativa consente ai Fisici l’accesso ad alcune attività professionali regolamentate, in via esclusiva o in insieme ad altre categorie professionali. In particolare:

  • La professione di Fisico medico è esercitabile solo dai diplomati della Scuola di Specializzazione in Fisica Sanitaria ai sensi del D.Lgs. 187/2000;
  • La professione di Esperto Qualificato in radioprotezione, esercitabile solo dagli iscritti all’apposito elenco istituito ai sensi del D.Lgs. 230/95 e successive modificazioni e integrazioni, cui possono accedere anche i Fisici;
  • I laureati in Fisica con laurea triennale possono, previo superamento dell’esame di Stato, iscriversi all’albo dei Periti Industriali laureati;
  • La professione di Tecnico Competente in acustica è esercitabile solo dagli iscritti agli elenchi regionali individuati dalla Legge 447/95, cui possono accedere anche i laureati in Fisica
  • I laureati in Fisica possono esercitare la professione di Responsabile Tecnico delle imprese di installazione impianti ai sensi della L. 46/90;
  • I laureati in Fisica possono esercitare la professione di Consulente in Proprietà Industriale e iscriversi, previo superamento dell’Esame di Stato, al relativo Ordine;
  • I laureati in Fisica possono iscriversi all’albo degli European Patent Attorney, previo lo svolgimento di un tirocinio e il superamento di un esame;
  • Secondo la bozza di decreto attuativo dell’articolo 4, comma 1, lettera c) del D.Lgs. 192/05, attualmente all’esame del Consiglio di Stato, i Fisici potranno essere abilitati alla certificazione energetica degli edifici attraverso un corso. Tale prerogativa è già oggi riconosciuta dalla Regione Piemonte.  

Si può quindi concludere che la professione di Fisico abbia una buona parte delle caratteristiche di una professione codificata. Il riconoscimento normativo di questa realtà professionale emerge come la principale lacuna da colmare.

I vantaggi di una professione codificata per i Fisici

Come ultimo tema da affrontare, c’è da chiedersi quali benefici trarrebbero i Fisici dal riconoscimento della professione.

Abbiamo già osservato come una definizione maggiormente chiara e condivisa del profilo professionale dei Fisici ne aumenterebbe le opportunità di impiego presso le aziende.

Un altro beneficio, fondamentale e di ampia portata, sarebbe il superamento dei limiti e dei vincoli cui sono sottoposti attualmente i Fisici per l’esercizio della libera professione, che ne limita le opportunità di lavoro e guadagno, quali ad esempio i seguenti:

  • A causa di diverse sentenze della giustizia amministrativa, i Fisici non possono essere iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno, di cui alla Legge 818/84, per il rilascio della certificazione di prevenzione incendi a causa della mancanza di un albo professionale. Per lo stesso motivo, pur essendo abilitati alla progettazione degli impianti tecnologici di cui alla Legge 46/90, i Fisici non possono effettuare il collaudo degli stessi;
  • In assenza di organismi associativi della professione, i Fisici sarebbero, in generale, esclusi dallo svolgimento di attività di Consulente Tecnico d’Ufficio dei tribunali, per svolgere la quale è richiesta l’iscrizione ad una associazione professionale. Fanno eccezione gli esperti in radioprotezione e i consulenti in proprietà industriale, che hanno elenchi professionali riconosciuti per legge;
  • L’iscrizione nel ruolo dei periti e degli esperti della Camera di Commercio è facilitata dall’iscrizione ad un elenco o albo professionale, essendo necessaria, in alternativa e su valutazione caso per caso, una lunga e certificata esperienza;
  • In numerosi concorsi pubblici è richiesta l’appartenenza ad un albo o associazione professionale quale requisito per la partecipazione;
  • Nella normativa attualmente in vigore in molte Regioni, i Fisici sono esclusi dall’attività di certificazione energetica degli edifici a causa della mancanza di un albo o di un’associazione professionale.

Alcuni degli ulteriori vantaggi di cui potrebbero godrebbero i Fisici nel momento in cui la professione di Fisico ottenesse un riconoscimento normativo, sarebbero:

  • Una maggiore riconoscibilità e visibilità della figura di Fisico come professionista, che aumenterebbe il bacino dei potenziali clienti;
  • La possibilità di aderire a forme convenzionali di assicurazione professionale, che costituirebbero un’ulteriore tutela sia per i Fisici che per i Clienti;
  • La possibilità di aderire a forme convenzionali di tutela legale, a costi ridotti;
  • L’eventuale costituzione di una Cassa previdenziale di categoria, con contribuzione agevolata rispetto all’INPS.

Conclusioni

Abbiamo visto che sia i singoli potenziali clienti che la società nel suo complesso trarrebbero notevoli benefici dal riconoscimento della professione di Fisico in quanto professione codificata.

La codifica della professione ha fatto grandi passi avanti, supportata da un movimento culturale e associativo che la promuove e che lavora attivamente e alacremente a tal fine. In particolare abbiamo verificato come la professione di Fisico sia prossima a soddisfare tutti i requisiti che una disciplina consolidata ritiene essere quelli propri di una libera professione.

Seppur in modo frammentario, abbiamo visto che il legislatore stesso, in diverse circostanze, ha riconosciuto i Fisici come qualificati a svolgere attività professionali d’interesse pubblico, proprie di una libera professione. Tuttavia, la mancanza di un riconoscimento normativo fa sì che all’esercizio di queste attività siano posti vincoli e limitazioni talvolta paradossali.

Infine, abbiamo osservato come i Fisici avrebbero, da una professione codificata, notevoli vantaggi in termini di opportunità lavorative e professionali e di riconoscimento sociale.

La tesi che sostiene la necessità della codifica e del riconoscimento della Professione di Fisico mi sembra, quindi, ampiamente dimostrata.

Rimane, tuttavia, aperta l’obiezione di quanti sostengono l’inutilità di tutti gli ordini professionali, vissuti come istituzione illiberale e corporativa, e la conseguente necessità di eliminarli, e che quindi partono da questa posizione per opporsi al riconoscimento della professione di Fisico.

Piuttosto che prendere una posizione di principio su questo tema, forse è opportuno scegliere un approccio pragmatico. Sradicare il sistema delle professioni, che permea in profondità il sistema giuridico, amministrativo ed economico italiano e che è supportato da poderosi gruppi d’interesse che contano milioni di persone, richiede enormi energie, tempi lunghissimi e risultati incerti. Lavorare per fare ottenere ai Fisici qualche forma di riconoscimento nell’ambito del sistema esistente richiede indubbiamente meno energie, tempi più brevi, e consente di fare ottenere ai Fisici al sistema Paese indubbi vantaggi.

http://it.linkedin.com/pub/luca-salis/1/29a/702


[1] A puro titolo di esempio, si pensi alle telecomunicazioni, ai problemi della produzione, dell’approvvigionamento e del risparmio energetico, ai computer quantistici, alle nanotecnologie, il cui utilizzo va dalla nanosensoristica alle applicazioni mediche a quelle militari, all’utilizzo e ai rischi delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, alle applicazioni di diagnostica e terapeutica medica, alla gestione dei problemi climatologici, anche su scala locale, alla protezione dell’ambiente da nuove forme d’inquinamento come quello acustico e luminoso, all’utilizzo della meccanica quantistica nella crittografia o in applicazioni innovative come la generazione di numeri casuali puri nel gioco d’azzardo.

[2] Nella cui costruzione le metodologie mutuate dalla fisica hanno un ruolo fondamentale.

[3] Si tratta di una definizione volta a definire l’identità professionale, che si colloca ad un livello diverso da una definizione normativa, del tipo “il Fisico professionista è il professionista regolarmente iscritto all’Albo dei Fisici”.


Riferimenti bibliografici

[A] Andrea Cammelli, I laureati in Fisica dall’Università al mondo del lavoro, almalaurea 2005, http://www.almalaurea.it/universita/altro/fisica2005/

[B] L. Gallino, Dizionario di Sociologia, UTET,1978

[C] E. Greenwood, Attributes of a profession, Social work, 2, n°3, july 1957

[D] SIF – Proposta di Legge per l’Istituzione della Professione Fisico, 2007, http://www.sif.it/SIF/resources/public/images/TestoapprovatoSIF.pdf

[E] ANFeA, Regolamento di Accreditamento, 2009, http://www.anfea.it/page.php?33 .

[F] Parlamento e Consiglio Europeo, Direttiva 2005/36/CE, Bruxelles, 2005.

[G] Senato della Repubblica, XVI Legislatura, Disegno di Legge S.2017, Sen. Andrea Augello, Istituzione della professione di Fisico

<f|p>

Share on Twitter

Devi essere logged a per inviare un commento