Nuovi progressi della spintronica per la manipolazione dei “qubit” nei computer quantistici

J. Petta (da princeton.edu)
Un gruppo di scienziati guidato da Jason Petta di Princeton ha dimostrato un metodo in grado di modificare le proprietà di un elettrone isolato senza modificare quelle degli elettroni circostanti. Col metodo sviluppato da Petta e dai suoi collaboratori, gli elettroni sono intrappolati in minuscoli “recinti” attraverso dei microscopici “elettrodi”. In altre parole, l’elettrone viene confinato in un doppio punto quantico (una nanostruttura realizzata con dei semiconduttori che confina gli elettroni nello spazio di pochi nanometri). La profondità dei punti quantici è determinata dalla tensione applicata agli elettrodi. Manipolando appropriatamente la tensione, è possibile realizzare un’oscillazione coerente degli stati quantici.
Gli elettroni così manipolati si comportano come “qubit di spin”, analoghi ai classici bit dei microprocessori attuali, ma estremamente più piccoli e veloci.
Il metodo sviluppato a Princeton è un passo importante per risolvere uno dei problemi principali per la realizzazione del “qubit”, ovvero la possibilità di ottenere dei singoli elettroni con stati quantici sufficientemente stabili e isolati dalle perturbazioni esterne.
I metodi precedenti per mantenere erano basati sull’esposizione di un campione di elettroni all’irraggiamento con microonde, tuttavia con questo sistema non era possibile manipolare singoli elettroni.
Per approfondire:
- L’articolo di Petta et al. su “Science”
- Il comunicato stampa dell’Università di Princeton
<f|p>




Ultimi commenti