“Nanobolle” contro il cancro

nanobubblesFisici della Rice University e dell’Istituto Lykov dell’Accademia delle Scienze bielorussa hanno messo a punto una nuova tecnica per identificare singole cellule tumorali e distruggerle attraverso nanoesplosioni. Attraverso un laser, nanoparticelle d’oro, denominate nanobolle plasmoniche (PNB), vengono spinte all’interno delle cellule tumorali, facendole letteralmente esplodere.

Il vantaggio degli approcci selettivi come questo in nanomedicina, è che le cellule tumorali possono essere individuate ed eliminate nelle fasi iniziali della malattia, evitando l’uso di tecniche estremamente invasive per il paziente.

La creazione delle “nanobolle” avviene colpendo le nanoparticelle d’oro con brevi impulsi laser. La dimensione delle bolle può essere controllata variando la potenza del laser. Le bolle di dimensione più piccola, non letali per le cellule ma visibili al microscopio, possono essere utilizzate per l’identificazione delle cellule malate.

Per il fatto che la tecnica delle PNB combina diagnostica e terapeutica, essa è definita dagli autori della ricerca come un esempio paradigmatico di “teragnostica” (“theragnostics”).

L’attuale ricerca si focalizza sulle cellule tumorali, ma la tecnica delle nanobolle è stata in passato applicata sperimentalmente dallo stesso team di scienziati per trattare la placca arteriosa. 

Per approfondire:

  • L’articolo di Lukianova-Hleb, Hanna, Hafner e Lapotko su Nanotechnology

<f|p>

Share on Twitter

2 commenti a “Nanobolle” contro il cancro

Devi essere logged a per inviare un commento