Il Presidente dell’ANFeA Gialanella a Fisica e Professione: “Necessario l’impegno di tutti per il riconoscimento professionale dei Fisici”

Giancarlo Gialanella, ideatore e fondatore dell’ANFeA, l’Associazione in prima fila nella realizzazione del progetto per il riconoscimento professionale dei Fisici, interviene su <f|p> per fare il punto sul tema “Professione Fisico”.

<f|p>: Professor Gialanella, perché c’è bisogno di un riconoscimento della “Professione Fisico”?

La mancanza di una professione codificata è, a mio avviso, una delle cause per cui il mondo del lavoro, a parte la ricerca e l’insegnamento, difficilmente si rivolge a un fisico perché ha bisogno di una particolare professionalità, ma piuttosto per la sua buona preparazione generale. La situazione tende fortunatamente a modificarsi sia per quanto riguarda la riforma degli studi universitari, a seguito della quale è nato un modello più complesso in cui corsi di laurea afferenti alle diverse classi consentono l’accesso a differenti professioni, sia per quanto attiene all’organizzazione del lavoro che ha riconosciuto l’importanza degli aspetti applicativi (R&D, Ricerca e Sviluppo).
Si deve altresì considerare che la trasformazione in atto della società industriale in “società delle conoscenze” e il conseguente sviluppo di servizi “knowledge intensive” rende centrale la professionalità dei fisici, che si fonda:

i) sul possesso di metodologia e competenze scientifiche;

ii) sulla capacità di trattamento di grandi quantità di dati, abbinata all’abitudine a distinguere le proprietà fondamentali di un fenomeno da quelle secondarie;

iii) sulla capacità di adoperare l’informatica per l’analisi e la simulazione.

Ciò permette ai laureati in fisica di entrare nei modelli decisionali con competenze in grado non solo di trovare risposte ai problemi (problem solving), ma anche di governare l’elevato numero di elementi che interagiscono tra di loro per la formalizzazione del problema (problem setting).

L’urgenza e la necessità di un provvedimento legislativo è supportata dall’osservazione che l’assenza di una professione riconosciuta e del relativo Elenco professionale porta a conseguenze, al limite del paradosso, di cui cito qui alcuni esempi.

A. Il TAR del Lazio, con sentenza emanata nel febbraio 1995, ha escluso i  laureati in Fisica e gli architetti dall’elenco dei professionisti abilitati agli interventi di collaudo e verifica degli impianti tecnici e tecnologici (Legge 46/90), nel quale erano stati inclusi dal Decreto attuativo del Ministero dell’Industria, riservandone il compito unicamente agli ingegneri e ai periti industriali. I laureati in Fisica sono stati esclusi”a priori” in quanto privi di un Albo professionale, nonostante che la stessa legge 46/90 preveda la laurea in Fisica come titolo abilitante alla funzione di Direttore Tecnico di Azienda che realizza e installa detti  impianti, mentre, e qui sta il paradosso, la motivazione dell’esclusione degli architetti può essere riassunta nell’affermazione che gli architetti non studiano abbastanza fisica!

B. Per lo stesso motivo (assenza di Albo professionale) i laureati in Fisica non possono essere iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno, di cui alla legge 818/84, per il rilascio della certificazione prevenzione incendi, certificazione riservata a professionisti iscritti negli albi professionali degli architetti, dei chimici, degli ingegneri, dei geometri e dei periti industriali.

C. Analogo problema si presenta per la certificazione dell’efficienza energetica negli edifici. La Direttiva Europea 2002/91/CE, recepita dal D. L.vo 192/2005 (modificato con il D. L.vo 311/2006), impone il miglioramento del rendimento energetico degli edifici, tenuto conto delle condizioni locali e climatiche esterne. Si deve procedere al calcolo del rendimento attraverso una fissata metodologia; alla certificazione energetica degli edifici e all’ispezione periodica degli impianti. Il Decreto di recepimento affida alle Regioni l’attuazione delle norme. Le poche Regioni che hanno emesso il provvedimento applicativo hanno  stabilito che possono essere accreditati come soggetti certificatori esclusivamente le persone iscritte a un Albo professionale e abilitate  all’esercizio della professione. Risultano così esclusi i laureati in Fisica, senza dubbio i soggetti che hanno il percorso formativo maggiormente attinente alle complesse metodologie di calcolo richieste.

D. Infine, i non pochi laureati in fisica che svolgono quelle attività professionali di nuova tipologia, legate alla  trasformazione della società industriale in “società delle conoscenze” cui si è accennato sopra, quali il trasferimento di tecnologia, lo sviluppo della commercializzazione da progetti di ricerca e brevetti, nonché la valutazione di tecnologie e di innovazione per investimenti e collaborazioni tra università e mondo industriale, si trovano in non poche difficoltà in quanto, pur essendo consultati in qualità di esperti e consulenti per pratiche di finanziamento o perizie in tribunale non possono firmare gli incartamenti per assenza di un Albo. Inoltre incontrano difficoltà di tipo fiscale e di applicazione della normativa in materia di contratto di prestazione di opera intellettuale (ad es. l’applicazione dell’art. 2237 del CC.)

<f|p>: Quale è stato il percorso che ha portato alla costituzione dell’ANFeA?

Il problema della professione del Fisico è sorto, a mia conoscenza, negli anni ’90 quando fu presentata alla Camera dei Deputati, il 1 giugno 1990, dall’on. Renzulli la proposta di legge n. 4862  “Ordinamento della professione di Fisico”, che peraltro non arrivò  a buon fine anche perché intervenne la SIF chiedendo che non venisse discussa prima che la Società si esprimesse in merito.

Finalmente una proposta articolata  di “Fisico Professionista”  fu approvata in una riunione di Fisici a Bologna il 19.09.1997, organizzata dalla SIF, ma non fu mai presentata in Parlamento e finì nel dimenticatoio.
Il problema fu ripreso dal sottoscritto nel luglio 2005 con una lettera al presidente della SIF nella quale si prospettava l’opportunità di costituire un gruppo di lavoro con il compito di individuare in maniera sufficientemente dettagliata le attività che formassero oggetto della professione del Fisico e di rivedere, in collaborazione con gli organismi a ciò preposti, i percorsi didattici che permettessero di acquisire le professionalità necessarie.

Il gruppo viene nell’ottobre 2005 ed elabora una proposta di articolato trasmessa al Presidente della SIF nel febbraio 2006 e da questi inoltrata ai Presidenti degli Enti Nazionali di ricerca e delle Società Scientifiche, ai Direttori dei dipartimenti di fisica, ai Presidenti dei CCL in Fisica, ai Coordinatori di dottorato, ai Direttori delle Scuole di Specializzazione in Fisica sanitaria, a tutti i soci della SIF e dell’AIFM, nonché pubblicate sul Nuovo Saggiatore e sui siti WEB, con la richiesta a chiunque fosse interessato di fare pervenire osservazioni, suggerimenti ed emendamenti.

Sono pervenute 37 risposte con osservazioni e suggerimenti. Grande dimostrazione di interesse, anche perché, se si considera che alcune risposte riportavano il parere di assemblee, si può ritenere che abbiano partecipato alla discussione e in qualche modo contribuito alla formulazione della proposta finale, ben 5 sedi universitarie (AN, BO, GE, NA, PI), 2 collegi o commissioni e singoli per un totale di 200-250 soggetti.

Nell’agosto 2006 viene lanciato dalla SIF un sondaggio-referendum con lettera ai soci e pubblicizzazione sul siti WEB di SIF e AIFM sulla proposta di istituzione dell’albo professionale. Sono pervenute 518 risposte, 227 da soci SIF, 179 da soci AIFM, 118 da non soci. I SI sono stati 421 (81.4 %) i NO 97 (18.6 %).

Nel marzo 2007, il gruppo di lavoro della SIF  avendo valutato che il percorso per ottenere l’istituzione dell’Ordine si prospettava incerto, lungo e faticoso, prende in considerazione  l’opportunità di perseguire una soluzione autonoma, e propone uno schema per la formazione e la gestione dell’Albo professionale dei fisici da parte della SIF, come passo intermedio e provvisorio verso l’istituzione dell’Ordine.

La  proposta largamente ispirata al modello dell’Institute of Physics (IOP), che da anni svolge contemporaneamente il ruolo di società scientifica e di associazione professionale abilitata a qualificare e certificare i fisici professionisti, viene illustrata al Presidente e al Consiglio di Presidenza della SIF che, nella riunione dell’9 giugno 2007 non  ritengono non opportuno prendere decisioni in merito, essendo in scadenza.

Nell’ottobre 2007, visto il procedere degli eventi legislativi e convinto, anche a seguito degli incontri avuti nell’arco del 2007 con due Ministri, un Sottosegretario di Stato, tre Senatori e quattro Deputati, che l’Ordine era un obiettivo praticamente irrangiugibile, il sottoscritto propone nuovamente la questione dell’Associazione al nuovo Presidente e al nuovo Consiglio della SIF.

Nel novembre 2007, il Presidente risponde che la SIF non intende modificare il proprio statuto, perché vuole conservare il suo carattere di società scientifica che mantiene da più di un secolo.

Si tenta allora, nel dicembre 2007, con una nuova proposta: costituire una nuova Associazione “collegata” alla SIF che abbia finalità anche di tutela della professione. In tal modo, la SIF avrebbe potuto svolgere il ruolo di garante nei confronti delle Autorità preposte al riconoscimento delle Associazioni professionali, senza necessità di modificare il proprio Statuto.

Neanche questa proposta è accettata dalla SIF (marzo 2008) che, ribadendo  la volontà di conservare la propria identità di Società scientifica e di voler seguire la strada dell’istituzione dell’Ordine Professionale, esclude la possibilità dell’uso delle strutture tecnico-scientifiche e della sede sociale della SIF. Precisa peraltro che tale atteggiamento non è da interpretarsi come un rifiuto aprioristico nei confronti dell’Associazione, tanto che si dichiara disponibile a ripiegare sulla soluzione dell’associazione qualora il tentativo di istituzione dell’Ordine risultasse infruttuoso dopo un ragionevole tempo di attesa post elettorale.

Nel giugno 2008, l’urgenza di trovare soluzioni a problematiche del tipo di quelle esposte nei punti precedenti, unite all’accelerazione subita dall’iter legislativo di riconoscimento delle associazioni professionali, hanno convinto alcuni di noi che fosse opportuno rompere gli indugi e andare nella direzione dell’associazione professionale lasciando, almeno temporaneamente, in sospeso la richiesta dell’Ordine.

A tal fine si è costituito un Comitato Promotore di 45 Fisici rappresentativi di diverse realtà scientifiche, professionali e geografiche che hanno lanciato la proposta di costituire una nuova Associazione scientifico-professionale che, insieme con le altre associazioni interessate, potesse chiedere una proposta di legge per il riconoscimento della professione.

La lettera di lancio della nuova Associazione è stata inoltrata a tutti i fisici di cui siamo riusciti a trovare l’e-mail (ca. 4500). Abbiamo ricevuto circa 500 risposte di cui solo sette di dissenso. E’ difficile, e peraltro poco interessante, capire le motivazioni delle mancate risposte (messaggio non letto, pigrizia o dissenso). [NDR per quanto un riscontro dell'11% su una comunicazione via e-mail sia considerata da tutti gli esperti di comunicazione un eccellente risultato]

In ogni modo il numero di risposte e soprattutto l’interesse mostrato in molte di esse, hanno convinto il Comitato Promotore a dare vita a una Nuova Associazione scientifico professionale.

Si è cominciato con la scelta del nome, che potrebbe sembrare un dettaglio, ma non lo è. Poiché le competenze degli ingegneri così come codificate dall’art. 51 del decreto istitutivo dell’Ordine risultano essere: “Sono di spettanza della professione d’ingegnere …… il progetto, la condotta e la stima dei lavori relativi alle macchine ed agli impianti industriali, nonché in generale alle applicazioni della fisica”, il Comitato Promotore ha ritenuto opportuno e importante fare comparire la parola Applicazioni (o Fisica applicata) già nel nome dell’Associazione. Tra le diverse alternative proposte si è deciso per Associazione Nazionale Fisica e Applicazioni – ANFeA.

Il Comitato Promotore ha inviato l’avviso  di Convocazione dell’Assemblea costituente ai ca. 500 che avevano risposto. Il 5 dicembre 2008 si è svolta a Roma, Università La Sapienza, l’Assemblea costitutiva dell’ANFeA. Erano presenti 30 Soci fondatori, e altri 75 hanno inviato l’adesione all’ANFeA.

Il seguito è rinviato alla relazione del Presidente alla prossima Assemblea Generale dell’11 dicembre 2009 a Roma.

<f|p>: Perché è importante, fin da subito, aderire all’associazione?

Stiamo operando per il riconoscimento della professione. Quando abbiamo colloqui con i politici, inevitabilmente arriva la domanda: Ma quanti siete? La risposta che generalmente do (ma ci vuole faccia tosta!) è: diecimila (che è pari a 1/4 dei 40.000 laureati in fisica in attività in Italia, calcolati sulla base del modello 500/anno per 20 anni di vita lavorativa) Ma se si fa il conto con il numero di soci si ottiene: circa 1000 per la SIF, circa 600 per l’AIFM, circa 200 per l’AGI e circa 250 per ANFeA. I soci dell’IOP sono attualmente circa 35.000 (3000 nuovi membri nel 2005), il 45% dei quali è sotto i 30 anni e il 50% di questi ultimi sono “undergraduate”.
Diamoci da fare ragazzi!!

<f|p>: Sono un Fisico: cosa devo fare per diventare Socio ANFeA?

Collegati al sito http://www.anfea.it/ e riempi il modulo di adesione. L’associazione è deliberata dal Comitato Direttivo che peraltro si riunisce per via telematica  in media ogni 10 giorni.

<f|p>: Quali sono i prossimi passi verso il riconoscimento della professione?

Sulla base della bozza di proposta di legge preparata nel marzo 2008, che si trova all’indirizzo www.anfea.it/page.php?24#6 , sarà elaborato un documento comune tra ANFeA, AIFM e AGI, le tre associazioni che hanno deciso di perseguire il percorso di tipo associativo, da consegnare a qualche deputato o senatore disposto a presentarlo in Parlamento.  Nel frattempo, come Associazione, cominciamo a gestire l’Elenco professionale e a chiedere che gli iscritti siano riconosciuti come professionisti “certificati”al pari delle professioni con Ordine, ad esempio dalle Regioni per la certificazione energetica degli edifici.

<f|p>: La SIF sta percorrendo, d’intesa con il Consiglio Nazionale dei Chimici, la via dell’ingresso dei Fisici nell’Ordine dei Chimici, che richiederebbe una modifica della legge istitutiva dell’Ordine dei Chimici. Cosa pensa di questa iniziativa e come si concilia con essa l’iniziativa dell’ANFeA?

 In parte ho già risposto alla domanda nel fare la storia della nascita di ANFeA. Nella riunione dei presidenti delle associazioni di interesse dei fisici tenutasi a Bari durante il Congresso della SIF (www.sif.it/SIF/resources/public/files/riunione_sif-anfea.pdf ) ho espresso la volontà di continuare le operazioni intraprese dall’ANFeA nella direzione di un’associazione professionale, motivandole con la non evidenza di passi concreti esterni fatti dalla SIF nella azione di istituzione dell’ordine professionale e con la mancanza di tempi certi. Ho inoltre ribadito che l’iniziativa dell’associazione professionale deve essere considerata parallela a quella dell’ordine e che, per quanto lo riguarda, porrà la massima cura a che le due iniziative non interferiscano.

<f|p>: l’11 Dicembre prossimo si terrà a Roma il primo Congresso dell’ANFeA. Quali sono i principali temi in agenda?

In realtà non si tratta del Congresso dell’ANFeA, ma di un pubblico Convegno su “La professione del Fisico”, promosso e organizzato da ANFeA allo scopo di di rendere evidenti al mondo politico e del lavoro le competenze dei laureati in Fisica e contribuire a correggere la falsa idea della correlazione Fisico = Scienziato, anche dovuta alla mancanza  di una professione codificata. Il programma del Convegno è consultabile all’indirizzo www.anfea.it/pdf/2009_Convegno_Professione_Fisico.pdf . Il Convegno è aperto a tutti ma è richiesta l’iscrizione (gratuita) effettuabile on line all’indirizzo www.anfea.it/2009_convegno_iscrizione . Nel pomeriggio dello stesso giorno e nello stesso posto si terrà l’Assemblea generale riservata ai soci con l’OdG visibile all’indirizzo www.anfea.it/page.php?48 .

Con questo articolo Fisica e Professione inizia la sua collaborazione con ANFeA, di cui sostiene gli obiettivi di riconoscimento e valorizzazione della Professione Fisico. Da oggi è presente sul sito un nuovo “Spazio ANFeA”, dove di volta in volta verranno pubblicate notizie e comunicazioni dall’ANFeA e un link più evidente sulla parte destra delle pagine.

2 commenti a Il Presidente dell’ANFeA Gialanella a Fisica e Professione: “Necessario l’impegno di tutti per il riconoscimento professionale dei Fisici”

  • alessandro.iannuzzi

    Condivido a pieno l’iniziativa per far conoscere meglio le professioni che svolgono attualmente i fisici, nonche’ il ruolo che ricoprono non solo nella ricerca pubblica degli enti statali e universitari.
    Come libero professionista infatti lavoro da anni nell’industria microelettronica, ai massimi livelli europei, acquisendo competenze di sistemi complessi in vari campi di applicazione, dall’automotive, all’industrial, telecom, etc.
    Avere un riconoscimento professionale e la creazione di un “albo dei fisici”, aiuterebbe anche a livello fiscale, come per gli ingegneri, con cui lavoro tutti i giorni.
    La quota che pago di INPS e’ del 27% contro il 15% che pagano gli ingegneri, per fare lo stesso lavoro, spesso anche meglio.
    Sarebbe il caso di tutelarci un po’.
    Grazie,
    Alessandro

    • GLNGCR

      Rivolgo anche a Te l’invito che diffondo da quasi due anni ai “simpatizzanti”.
      Invito ad aderire all’Associazione, indipendentemente dall’essere personalmente interessati allo svolgimento di attività libero professionali, quanti ritengono utile e necessario:
      • promuovere lo sviluppo e il riconoscimento sociale e normativo della professione di Fisico, sostenendo l’inserimento dei laureati in fisica nei processi e nelle attività produttive,
      • svolgere il ruolo di rappresentanza professionale in tutti gli ambiti interessati, per quanto concerne l’attività dei fisici nelle diverse articolazioni;
      • gestire un Elenco professionale dei Soci che chiedano di farne parte, che certifichi la rispondenza delle prestazioni professionali degli iscritti a riconosciuti criteri di qualità, anche mediante rilascio di apposito attestato di competenza

      Ci sono 3 buone ragioni per farlo subito:
      1. utilizzare la norma transitoria per l’iscrizione all’Elenco professionale (valida 1 anno a partire dal 15 marzo 2010);
      2. aumentare il peso contrattuale dell’ANFeA. Nei momenti decisivi, come questo, poter parlare a nome di 5.000 persone è ben diverso che rappresentarne solo 500
      3. contribuire alla formazione e al funzionamento dei gruppi regionali;

      E’ possibile effettuare l’iscrizione on line,sul sito http://www.anfea.it

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