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	<title>Fisica e Professione &#187; Persone</title>
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	<description>Fisica e Professione è la community dei fisici professionisti che operano nel mondo dell&#039;industria, dei servizi e della ricerca e che vogliono condividere e diffondere informazioni e idee sulla propria professionalità e sul contributo della fisica all&#039;innovazione.</description>
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		<title>Addio a Nicola Cabibbo, padre della teoria delle interazioni deboli</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 09:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nicola Cabibbo è deceduto ieri sera (16 Agosto 2010) nell&#8217;ospedale romano Fatebenefratelli, dove era stato ricoverato nel pomeriggio per una crisi respiratoria. Aveva 75 anni. Nicola Cabibbo ha legato il suo nome alla teoria delle interazioni deboli, aprendo la strada alla scoperta della terza generazione di quark quale spiegazione della violazione della simmetria CP e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/cabibbo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-642" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/cabibbo-140x150.jpg" alt="" width="111" height="116" /></a>Nicola Cabibbo è deceduto ieri sera (16 Agosto 2010) nell&#8217;ospedale romano Fatebenefratelli, dove era stato ricoverato nel pomeriggio per una crisi respiratoria. Aveva 75 anni.</p>
<p>Nicola Cabibbo ha legato il suo nome alla teoria delle interazioni deboli, aprendo la strada alla scoperta della terza generazione di quark quale spiegazione della violazione della simmetria CP e al fruttifero filone della ricerca sui neutrini.</p>
<p>Nato a Roma nel 1935, si laurea in Fisica alla Sapienza nel 1958, con una tesi sul decadimento muonico. Ricercatore all’INFN, prima a Roma e poi ai Laboratori Nazionali di Frascati, dal 1962 è fellow researcher al CERN.<span id="more-641"></span></p>
<p>Nel 1963 trascorre un anno al Lawrence Radiaton Laboratory di Berkeley. In questo periodo pubblica su Physical Review Letters l’articolo nel quale introduce l’angolo di Cabibbo, sul quale è basata l’estensione di Kobayashi e Maskawa e il modello CKM, e la previsione di una terza famiglia di quark. L’articolo, “<a href="http://prl.aps.org/abstract/PRL/v10/i12/p531_1" target="_blank">Unitary symmetry and leptonic decays</a>”, è stato valutato da una <a href="http://www.jneurosci.org/cgi/content/full/28/44/11103" target="_blank">ricerca del 2006 </a>l’articolo più citato dal 1893 tra gli oltre 350.000 articoli pubblicati da allora nelle pubblicazioni dell’American Physical Society.</p>
<p>Proprio in considerazione dell&#8217;enorme impatto della ricerca di Cabibbo, l&#8217;esclusione dello scienziato italiano dal premio Nobel per la Fisica del 2008, attribuito a Kobayashi e Maskawa per il modello CKM, aveva suscitato enorme indignazione e scandalo nella comunità mondiale dei Fisici. Cabibbo aveva reagito con grande signorilità, declinando ogni commento, nonostante persone a lui vicine ne avessero constatato la grande amarezza.</p>
<p>Dal 1965 Cabibbo è docente a l’Aquila, per tornare a Roma nel 1982, dove ha insegnato alla Sapienza e a Tor Vergata.</p>
<p>Frequenti sono i suoi periodi di studio e insegnamento all’estero, a Princeton, Parigi, Syracuse, New York e presso il CERN.</p>
<p>Cabibbo nella sua carriera ha ricoperto importanti incarichi come presidente dell’INFN e dell’ENEA, oltre ad essere membro dell’Accademia dei Lincei, della National Academy of Sciences negli USA e, dal 1993, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Cabibbo">Nicola Cabibbo su Wikipedia</a></li>
<li><a href="http://www.imss.fi.it/milleanni/cronologia/biografie/cabibbo%20.html" target="_blank">Una biografia di Nicola Cabibbo dal sito del Museo Galileo di Firenze</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		<item>
		<title>Ritratti di Fisici: Paolo Magrassi, ovvero come vivere da fisico in un mondo “good-enough”</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 13:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Professione Fisico]]></category>
		<category><![CDATA[fisica della complessità]]></category>
		<category><![CDATA[fisica e management]]></category>
		<category><![CDATA[good-enough society]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo magrassi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;AUTORE DEL LIBRO &#8220;LA GOOD-ENOUGH SOCIETY: SOPRAVVIVVERE IN UN MONDO QUASI OTTIMO&#8221; SI RACCONTA ALLA COMMUNITY DI FISICA E PROFESSIONE Paolo Magrassi è un fisico prestato con successo all’innovazione tecnologica. Il suo percorso professionale è eclettico e internazionale ai massimi livelli. Per anni Vice President e Director in Gartner Group, ha ispirato numerosi programmi innovativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;AUTORE DEL LIBRO &#8220;LA GOOD-ENOUGH SOCIETY: SOPRAVVIVVERE IN UN MONDO QUASI OTTIMO&#8221; SI RACCONTA ALLA COMMUNITY DI FISICA E PROFESSIONE</span></strong></p>
<p><a href="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Paolo-Magrassi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-626" title="Paolo Magrassi" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/Paolo-Magrassi-138x150.jpg" alt="" width="95" height="116" /></a></p>
<p>Paolo Magrassi è un fisico prestato con successo all’innovazione tecnologica. Il suo percorso professionale è eclettico e internazionale ai massimi livelli. Per anni Vice President e Director in Gartner Group, ha ispirato numerosi programmi innovativi nelle istituzioni e nell’industria privata negli USA, in Europa e in Australia. Ha avuto un importante ruolo nella concettualizzazione dell’internet delle cose e nell’introduzione delle applicazioni commerciali dell’RFID. Oggi continua ad occuparsi di consulenza direzionale per grandi aziende multinazionali. È inoltre autore di libri che hanno la comune caratteristica di proporsi come strumento di orientamento per chi ha deve prendere decisioni in un mondo sempre più complesso e interconnesso. <span id="more-613"></span>Tra i titoli ricordiamo “2015 weekend Nel futuro”, pubblicato nel 2004 per i tipi del Sole24Ore, “Difendersi dalla complessità. Un kit di sopravvivenza per manager, studenti e perplessi (2009).”, pubblicato nel 2009 da Franco Angeli e il recentissimo “La good-enough society. Sopravvivere in un mondo quasi ottimo”, appena dato alle stampe sempre da Franco Angeli.</p>
<p>Paolo ci ha dedicato un po’ di tempo per  raccontarsi in una chiacchierata “elettronica” con noi di Fisica e Professione.</p>
<p><strong> &lt;f|p&gt; Paolo, circa trent’anni fa, dopo la laurea in Fisica, hai orientato con decisione la tua carriera verso l’innovazione tecnologica. Come è nata la svolta?<!--more--></strong><br />
 <br />
Dalla mia consapevolezza di essere un fisico mediocre. (Col che non intendo affatto escludere che ci siano fisici di qualità che si occupano di innovazione tecnologica. Anzi, ne conosco parecchi.)<br />
 <br />
<strong>&lt;f|p&gt; Come ben sanno tutti i laureati in Fisica, essere fisico è prima una vocazione e poi una professione. Quali sono le caratteristiche principali del tuo “essere fisico” che ti hanno aiutato nella carriera, e quali quelle che invece hai dovuto modificare nel confronto con la realtà professionale?<br />
</strong> <br />
Il mondo produttivo non è molto razionale; anzi, lo è pochissimo, al punto da non saper apprezzare sempre razionalità e rigore. Un atteggiamento mentale scientifico, dunque, può diventare un handicap, a meno che non lo si complementi con larghe dosi di creatività e flessibilità. Direi che in questo io non sono stato abilissimo. L’altro lato della mentalità del fisico, quello del pensiero inusitato, ellittico, out of the box, mi ha invece aiutato: la maggior parte delle persone vivono dentro schemi mentali, che mi diverto a divellere, sorprendendole. (Al costo di profferire di tanto in tanto qualche fesseria: ma noi fisici, quando siamo derisi, possiamo sempre rifugiarci nei “templa serena” dei Lari e dei Penati della storia della fisica!)</p>
<p>Un&#8217;altra capacità tipica da fisici è quella del saper navigare dentro lo scibile, benché lontano dai propri studi originari, in modo relativamente agevole: anche di questo mi servo spesso, imparando prima di molti altri. Poi c’è la curiosità, pure questa un tratto del fisico: forse lo strascico più piacevole che gli studi mi hanno lasciato.</p>
<p>Nel complesso, direi che le competenze acquisite con la laurea in fisica mi sono state utili ad affrontare le sfide del lavoro.<br />
 <br />
<strong>&lt;f|p&gt; Uno dei dubbi che spesso hanno i giovani fisici è la possibilità di fare valere la propria formazione al di là del tradizionale mondo della ricerca e dell’insegnamento. Oggi, secondo te, come è valutata la formazione di fisico dalle aziende?  Consiglieresti la laurea in Fisica anche a chi non intende lavorare nella ricerca?<br />
</strong> <br />
Sì, la consiglierei. La considero uno dei migliori curriculum formativi possibili, specie (ma non solo) se preceduta da una formazione classica, come ho avuto la fortuna di avere io. Bisogna considerare che non contano solo le implicazioni utilitaristiche, lavorative: contano anche la nostra salute mentale, il nostro spasso, il nostro occhio sul mondo. E in ogni caso anche le aziende valutano molto bene la laurea in fisica. Non hanno idea di cosa sia la fisica, ma pensano che se un ragazzo si è prima iscritto e poi laureato in una cosa così difficile e astrusa non può essere un mediocre. Credo non sbaglino. Sanno inoltre che non è una di quelle facoltà dove si va per far passare il tempo.<br />
 <br />
<strong>&lt;f|p&gt; Parliamo ora della “good-enough society”, tema del tuo ultimo libro. Che cos’è, esattamente? <br />
</strong> <br />
La società del buono-quanto-basta sarebbe l’esito felice della biforcazione dinanzi alla quale ci troviamo. Ma non è detto che si verifichi. Mi spiego. La complessità del mondo contemporaneo, a spinta tecnologica, è tale da risultare ingestibile per i grandi leader mondiali (politici, banchieri, tecnocrati): figuriamoci per i comuni mortali! Ecco che allora noi erigiamo delle barriere difensive, anelando alla semplificazione così come uno che sta affogando aspira a metter fuori la bocca.</p>
<p>A forza di semplificare, però, non si diventa necessariamente semplici (che è una virtù): si può diventare banalmente mediocri. Se è la semplicità che vogliamo, io dico che dobbiamo imparare a subottimizzare. Cioè: so che esiste da qualche parte una soluzione migliore di questa, e magari più d’una; ma intanto prendo questa qui, che è comunque superiore all’obiettivo che mi ero prefissato.  Certo, occorre innanzitutto porsi dei traguardi. E poi disporre di strumenti ad hoc. Il libro contiene esempi utili per il mondo delle aziende e degli enti pubblici.</p>
<p>Purtroppo però non è detto che l’esito della nostra lotta con la complessità sia quello. L’esito potrebbe essere una imperante mediocrità, della quale nelle società consumistiche si ravvisano i segni da decenni: percentuale crescente di prodotti e servizi mediocri, consumatori sempre più semplificati, cittadini sempre più sprovveduti, crescente divaricazione tra due caste molto separate.</p>
<p>Facciamo un esempio: Wikipedia. Si tratta di uno strumento formidabile nelle mani di chi lo sappia utilizzare, ma al tempo stesso di una fonte di banale semplificazione, e di autodistruzione intellettuale, per chi invece non lo sa usare. Diventeremo good-enough o mediocri? Semplici o superficiali? Io credevo di aver scritto un libro pessimista. Ma la maggioranza dei lettori mi stanno dicendo che è ottimista.<br />
 <br />
<strong>&lt;f|p&gt; Di cosa ti stai occupando in questo momento?<br />
</strong> <br />
Studio da scrittore. Di fiction, voglio dire. Staremo a vedere&#8230; Per ora, il mio unico libro di argomento non economico è passato del tutto inosservato (“Il filo conduttore. Antologia con enigma”, 2006). Ma mi faccio forza col motto di G.B. Shaw: «Le persone ragionevoli si adattano al mondo. Quelle irragionevoli tentano di adattare il mondo a sé stesse. Ogni progresso, dunque, dipende dalle persone irragionevoli». Sognare non costa nulla.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li>Il sito di <a href="http://www.magrassi.net" target="_blank">Paolo Magrassi</a></li>
<li>La voce <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Magrassi" target="_blank">&#8220;Paolo Magrassi&#8221; su Wikipedia</a></li>
</ul>
<p>Bibliografia:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=18122&amp;Tipo=Libro" target="_blank">La good-enough society. Sopravvivere in un mondo quasi ottimo (Franco Angeli, 2010)</a></li>
<li><a href="Difendersi dalla complessità. Un kit di sopravvivenza per manager, studenti e perplessi" target="_blank">Difendersi dalla complessità. Un kit di sopravvivenza per manager, studenti e perplessi (Franco Angeli, 2009)</a></li>
<li><a href="http://www.whsmith.co.uk/CatalogAndSearch/ProductDetails.aspx?productID=9781411672635" target="_blank">Il filo conduttore. Antologia con enigma (Alephuture, 2006)</a></li>
<li><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788883636509/2015_weekend_nel_futuro/Vito_Di_Bari.html?aut=693498&amp;cat1=1" target="_blank">2015 weekend nel futuro (Con Vito di Bari, ed. Il Sole 24 Ore, 2004)</a></li>
</ul>
<p><strong>&lt;f|p&gt;</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Percorsi di Fisici: Stefano Giardinelli, un Fisico nella formazione manageriale</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Professione Fisico]]></category>
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		<description><![CDATA[Stefano Giardinelli è laureato in Fisica e svolge la professione di consulente di direzione nell’ambito delle risorse umane. Stefano ha costruito la sua carriera nel mondo della formazione del personale, combinando in modo creativo la sua passione per la Fisica con il suo lavoro, mantenendo viva la sua passione per la scienza. Da poco, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-539" title="stefano" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/stefano1.jpg" alt="stefano" width="120" height="100" />Stefano Giardinelli è laureato in Fisica e svolge la professione di consulente di direzione nell’ambito delle risorse umane. Stefano ha costruito la sua carriera nel mondo della formazione del personale, combinando in modo creativo la sua passione per la Fisica con il suo lavoro, mantenendo viva la sua passione per la scienza. Da poco, ha pubblicato <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=399592">un libro sulla relatività generale</a> dove sviluppa passo passo la  derivazione della formulazione e, in particolare, della metrica di Kerr. In passato, ha pubblicato un <a href="http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=117849">manuale di introduzione all’analisi finanziaria</a> e, per Franco Angeli, un volume sulle <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=12058&amp;Tipo=Libro">organizzazioni a rete</a> e uno sullo <a href="http://www.francoangeli.it/ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=10754&amp;Tipo=Libro">sviluppo sostenibile</a>. Di recente ha creato un metodo di team building basato sulla scienza e filosofia.</p>
<p>Abbiamo chiesto a Stefano di raccontarsi alla community di Fisica e Professione.<span id="more-537"></span></p>
<p><strong>&lt;f|p&gt; Stefano, il percorso dalla Fisica alle risorse umane non sembra proprio il più naturale…</strong></p>
<p>E’ vero, infatti ci sono arrivato gradualmente. Subito dopo la laurea, ottenuta con lode e vari baci in fronte, ho provato a restare all’interno dell’Università per fare ricerca. Sfortunatamente ho avuto modo di scontrarmi con tutta una serie di ostacoli più o meno legati a cordate interne. All’epoca ero un giovanotto interessato anche agli aspetti ludici della vita e trovavo inaccettabile che per restare in ambiente universitario si dovesse pietire delle misere borse di studio, quando da fuori le aziende ti offrivano assunzioni immediate con stipendi interessanti. Così accettai una proposta dell’Istituto Donegani della Montedison per fare ricerca sulle proprietà fisiche dei polimeri. Lavorando in azienda scoprii che avevo delle attitudini relazionali e che, oltre a sperimentare nuove idee, trovavo divertentissimo presentare i risultati del mio lavoro. Questa deriva verso gli aspetti comunicazionali mi portò alla corte di una delle più accreditate società di formazione dell’epoca (parliamo dell’inizio degli anni 80): l’Elea del gruppo Olivetti. Un’esperienza fantastica! Tre anni di progettazione ed erogazione di corsi di informatica nell’era pionieristica dei primissimi PC. Nel 1986 passai ad un’importante compagnia assicurativa dove ho lavorato per 12 anni, prima come responsabile della formazione del personale poi ricoprendo un po’ tutti i ruoli classici dell’area risorse umane. Dal 1998, lasciata l’azienda, ho iniziato a lavorare come consulente direzionale e formatore senior.</p>
<p><strong>&lt;f|p&gt; Mi incuriosisce sapere come  è nata l’idea di scrivere un testo sulla relatività generale e, soprattutto, quanto è stato difficile a più di vent’anni dalla laurea?</strong></p>
<p>In realtà, parallelamente alla mia attività lavorativa, ho sempre continuato a studiare ed a mantenermi aggiornato. In particolare, dal 1992 al 2002, insieme ad un mio caro amico, anch&#8217;egli fisico, ho ripercorso tutto il programma di studi della facoltà di Fisica, approfondendo in modo particolare la Meccanica Quantistica, inclusa la teoria quantistica dei campi, e la relatività generale. E’ stato così che mi sono letteralmente innamorato di quest’ultima meravigliosa teoria, a mio avviso la più bella opera mai generata dall’intelletto umano. Ho praticamente studiato quasi tutto lo studiabile in materia, spendendo un patrimonio in libri e scaricando centinaia di articoli da internet.  Dal 2005 al 2009 ho dedicato quasi tutto il mio tempo libero alla scrittura del libro che ho pubblicato nel febbraio 2010. Devo dire che sono molto grato a mia moglie che mi ha sempre sostenuto, accettando di buon grado una sorta di mio “ritiro” dalle attività sociali negli ultimi tempi.</p>
<p><strong>&lt;f|p&gt; Anche nei tuoi altri libri hai usato le tue conoscenze in Fisica?</strong></p>
<p>Certo! Nel libro “Modelli di Organizzazione a Rete” che parla di come i sistemi complessi tendono verso forme di auto-organizzazione, ho fatto riferimento alla teoria del caos ed ho elaborato un modello di simulazione tramite un automa cellulare con delle semplici regole (simili a quelli di Conway nel “gioco” Life). Dai risultati si evincono le condizioni per cui un insieme di agenti che si relazionano tra si loro è in grado di formare una rete più o meno stabile. Nell’altro: “Analisi degli scenari locali per uno sviluppo sostenibile”, ho utilizzato strumenti per l’analisi dinamica di sistemi. Sostanzialmente ho studiato sistemi aperti omeostatici come, ad esempio, il bacino di un lago di montagna per la cui sopravvivenza occorre considerare flussi (pioggia, affluenti …) e deflussi (evaporazione, prelievi da condotte…). Con un semplice modellino geometrico e matematico si riesce a mostrare quale può essere il prelievo d’acqua massimo per garantire la sostenibilità del sistema.</p>
<p><strong>&lt;f|p&gt; Raccontaci del tuo innovativo metodo di team building…</strong></p>
<p>A volte trovandomi a fare da facilitatore in aula con gruppi di manager ultracinquantenni ho pensato: &#8220;va bene che tutto ruoti intorno al business, è normale, ma forse fra 30 anni nessuno dei presenti, compreso il sottoscritto, sarà ancora vivo&#8230; Allora perchè non soffermarci a discutere un po&#8217; del senso di tutto ciò che ci circonda, magari ci aiuta a vivere più in armonia anche i momenti di stress sul lavoro!&#8221;<br />
Ecco che allora ho avuto l&#8217;idea di progettare delle sessioni su temi <em>veramente importanti: </em>Inizialmente le ho chiamate &#8220;serate&#8221; perchè le ho organizzate normalmente dopocena con gruppi di amici di varia estrazione discutendo su temi quali: l&#8217;esistenza di Dio, l&#8217;origine dell&#8217;universo, cosa è la realtà, I buchi neri, la complessità, la fisica quantistica, la macchina del tempo, i viaggi interstellari, l&#8217;elettrodinamica quantistica per &#8220;ignoranti&#8221;, gli alieni, la stupidità umana, la mistica laica…<br />
L&#8217;approccio che seguo, perdonatemi l’immodestia, sta a metà tra quelli di Piero Angela e Luciano De Crescenzo: rigore scientifico, ma anche un po&#8217; di umorismo.</p>
<p>L&#8217;idea delle sessioni a tema non è ovviamente nuova: la novità è nelle modalità, nel coinvolgimento emotivo delle persone ottenuto grazie alla pluriennale esperienza di formatore ed alla mia cultura di fisico dedicato allo studio della natura.<strong> </strong>In giro ci sono un sacco di società di consulenza che offrono sessioni di team building facendo arrampicare i poveri manager sugli alberi, non vedo perché non si possa aggregare le persone e rinforzare il loro senso di squadra coinvolgendole in una discussione su come poter realisticamente raggiungere Alpha Centauri.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://sites.google.com/site/consulenzasostenibile/" target="_blank">Consulenza Sostenibile – il sito di Stefano Giardinelli<strong></strong></a></li>
</ul>
<p><strong>&lt;f|p&gt;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Sole 24 Ore: &#8220;Umberto Guidoni, astronauta: laurea in fisica, stipendio da dirigente pubblico &#8220;</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/il-sole-24-ore-umberto-guidoni-astronauta-laurea-in-fisica-stipendio-da-dirigente-pubblico.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 10:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Professione Fisico]]></category>
		<category><![CDATA[astronautica]]></category>
		<category><![CDATA[umberto guidoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo  questa interessante intervista al fisico e astronauta Roberto Guidoni proposta dal Sole24Ore, nella rubrica Job24. &#60;f&#124;p&#62;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo  <a href="http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2009/dicembre/astronauta-guidoni-apre-16122009.php?uuid=d821646e-ea36-11de-925c-d5ef2eec9489&amp;type=Libero" target="_blank">questa interessante intervista </a>al fisico e astronauta Roberto Guidoni proposta dal Sole24Ore, nella rubrica Job24.</p>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fisicaeprofessione.it/il-sole-24-ore-umberto-guidoni-astronauta-laurea-in-fisica-stipendio-da-dirigente-pubblico.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, insignita del Premio Minerva 2009</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/lucia-votano-direttore-dei-laboratori-nazionali-del-gran-sasso-insignita-del-premio-minerva-2009.html</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 06:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è stata insignita del Premio Minerva 2009 per la ricerca scientifica.  Lucia Votano si e&#8217; laureata con 110 e lode in fisica nel 1971 all&#8217;Universita&#8217; La Sapienza di Roma. Nel 1976 ha iniziato a lavorare press l&#8217;INFN. Nel 1988 è diventata  primo ricercatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_420" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-420 " src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/lucia-votano.jpg" alt="Lucia Votano da lngs.infn.it" width="270" height="178" /><p class="wp-caption-text">Lucia Votano da lngs.infn.it</p></div>
<p>Lucia Votano, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è stata insignita del Premio Minerva 2009 per la ricerca scientifica.  Lucia Votano si e&#8217; laureata con 110 e lode in fisica nel 1971 all&#8217;Universita&#8217; La Sapienza di Roma. Nel 1976 ha iniziato a lavorare press l&#8217;INFN. Nel 1988 è diventata  primo ricercatore e nel 2000 direttore di ricerca. Ha partecipato alla realizzazione di importanti esperimenti al CERN, al laboratorio DESY ad Amburgo e ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell&#8217;Infn.</p>
<p>Il Premio Minerva è un riconoscimento istituito dall&#8217;associazione Il Club delle Donne nel 1983 e viene assegnato a donne che operano nei campi del &#8220;Sapere&#8221; e che, simbolicamente, rappresentano esemplari modelli femminili per le loro capacità professionali e per i valori positivi di cui sono portatrici. Il Premio viene assegnato anche ad un uomo, per il contributo professionale e umano dato alla società.<span id="more-419"></span></p>
<p>Quest&#8217;anno la XX edizione del premio è dedicata alla memoria della fondatrice dell&#8217;associazione, Anna Maria Mammoliti, scomparsa nel marzo 2009.</p>
<p>Gli altri riconoscimenti quest&#8217;anno sono andati: Premio alla Dirigenza Valeria Termini, Direttore della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione; Premio all’Imprenditoria a Luisa Todini, Presidente della Holding Todini Finanziaria S.p.a; Premio alla Carriera ad Anna Maria Tarantola, prima presenza femminile ai vertici della Banca D’Italia in qualità di Vice Direttore Generale; Premio al Management dell’Innovazione a Marina Grossi, AD della Selex Sistemi Integrati; Premio alla Letteratura alla grecista e romanista Eva Cantarella e Premio alla Pace e alla Solidarietà a Elisabetta Belloni, Direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo; Premio alla Politica al Ministro per lo Sviluppo Sociale, la Solidarietà e la Famiglia del Marocco Nouzha Skalli, Premio all&#8217;Uguaglianza di Genere a Conchita Jimenez Poncini, Presidente della Commissione “Status of Women” del Congo. Il premio all&#8217;uomo è andato a Don Virginio Rigoldi, presidente di &#8220;Comunità Nuova&#8221;.</p>
<p>I premi sono stati consegnati il 26 novembre scorso a Roma in Campidoglio.</p>
<p>La scorsa edizione del Premio Minerva per la ricerca scientifica era stato vinto da una ricercatrice dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Marcella Diemoz, coordinatrice dei fisici dell&#8217;Infn che lavorano all&#8217;esperimento CMS all&#8217;acceleratore LHC del CERN.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.minervariviste.com/il-premio" target="_blank">Pagina web del premio</a></li>
<li><a href="http://www.lngs.infn.it" target="_blank">Laboratori Nazionali di Frascati</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		<title>Ritratti di Fisici: Steven Chu, ministro dell&#8217;energia USA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:03:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Steven Chu, co-vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 1997, è stato nominato Ministro dell&#8217;Energia dal Presidente Obama il 21 Gennaio 2009. Chu è principalmente noto per la sua ricerca sul raffreddamento e l&#8217;intrappolamento di atomi con la luce laser, che gli è valsa il premio Nobel insieme a Claude Cohen-Tennoudji e William Daniel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-285" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/stevenchu-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Steven Chu, co-vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 1997, è stato nominato Ministro dell&#8217;Energia dal Presidente Obama il 21 Gennaio 2009.</p>
<p>Chu è principalmente noto per la sua ricerca sul raffreddamento e l&#8217;intrappolamento di atomi con la luce laser, che gli è valsa il premio Nobel insieme a Claude Cohen-Tennoudji e William Daniel Phillips.</p>
<p>Prima della sua nomina come ministro, Chu era direttore del Lawrence Berkeley National Lab, facente capo al Dipartimento per l&#8217;Energia americano e professore di biologia molecolare e cellulare all&#8217;Università della California.<span id="more-284"></span></p>
<p>I suoi recenti interessi di ricerca si sono concentrati soprattutto sull&#8217;applicazione delle sue scoperte alla biologia molecolare e, come direttore dei Berkeley Labs, alle ricerca sulle energie alternative e rinnovabili.</p>
<p>Chu, di origine cinese, è nato a St. Louis nel Missouri nel 1948 da una famiglia con un forte background scientifico. Si è laureato nel 1970 presso l&#8217;Università di Rochester e dottorato nel 1976 all&#8217;Università della California a Berkeley. Nel 1997 ha sposato l&#8217;angloamericana Jean Fetter, anch&#8217;essa un fisico formatosi ad Oxford. Ha due figli, Geoffrey e Michael, da un precedente matrimonio.</p>
<p>Ha iniziato la propria carriera scientifica a Berkeley, col dottorato e un post-doc biennale. Successivamente è passato ai Bell Labs dove, con i suoi colleghi, ha sviluppato la ricerca per la quale è stato successivamente premiato col Nobel. Nel 1987 è diventato professore di Fisica a Stanford e, dal 2004, è direttore del Lawrence Berkeley National Laboratory. Nello stesso anno è diventato docente presso l&#8217;Università di Berkeley.</p>
<p>A partire dalla sua permanenza a Stanford, gli interessi di Chu si sono estesi alla biofisica e alla fisica dei polimeri, al livello di singola molecola. Le sue ricerche si sono concentrate sull&#8217;attività enzimatica e sulla dinamica proteica.</p>
<p>Come direttore del LBNL, Chu ha promosso attivamente la ricerca sulle energie alternative e l&#8217;energia nucleare, essendo convinto che il riscaldamento globale può essere combattuto solo riducendo il ricorso ai combustibili fossili.</p>
<p>Oltre ad essere premio Nobel per la Fisica, Chu è membro di diverse accademie e istituzioni americane, cinesi e coreane, ed è stato insignito di un dottorato honoris causa alla Boston University e alla Harvard University</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li>Sito del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steven_Chu" target="_blank">Dipartimento dell&#8217;Energia USA</a></li>
<li>Articolo su Chu da Wikipedia</li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		<title>Premio Nobel per la Fisica 2009</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 15:51:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi (6 Ottobre 2009) l&#8217;Accademia Svedese delle Scienze ha comunicato che il premio nobel per la Fisica è stato assegnato a Charles K. Kao, Willard S. Boyle e George S. Smith per le loro scoperte nel campo dell&#8217;ottica che hanno rivoluzionato le telecomunicazioni. Charles K. Kao ha ricevuto il premio con la motivazione: &#8220;per i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_148" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-148" title="nobel2009" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/nobel2009-300x140.png" alt="nobel2009" width="300" height="140" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra: Kao, Boyle e Smith (da www.nobelprize.org)</p></div>
<p>Oggi (6 Ottobre 2009) l&#8217;Accademia Svedese delle Scienze ha comunicato che il premio nobel per la Fisica è stato assegnato a Charles K. Kao, Willard S. Boyle e George S. Smith per le loro scoperte nel campo dell&#8217;ottica che hanno rivoluzionato le telecomunicazioni.</p>
<p>Charles K. Kao ha ricevuto il premio con la motivazione: &#8220;per i risultati all&#8217;avanguardia sulla trasmissione della luce nelle fibre per la comunicazione ottica&#8221;, mentre la motivazione del premio per Boyle e Smith è stata: &#8220;per l&#8217;invenzione di un circuito di imaging a semiconduttori, il sensore CCD&#8221;.<span id="more-147"></span></p>
<p>Nel 1966 Charles K.Kao, degli Standard Telecommunication Laboratories di Harlow, UK e della Chinese University of Hong Kong ha scoprì che era possibile inviare segnali luminosi attraverso delle fibre di vetro ad una distanza superiore ai 100 km, una distanza cinquemila volte maggiore dei venti metri possibili con le fibre allora esistenti. Nel 1970 fu realizzata la prima fibra di vetro ultrapuro, che rivoluzionò le telecomunicazioni e la società. Oggi ci sono più di un miliardo di chilometri di fibre ottiche posate nel mondo.</p>
<p>Boyle e Smith nel 1969 hanno inventato il primo dispositivo digitale di acquisizione delle immagini, il CCD (Charged-Coupled Device, dispositivo ad accoppiamento di carica), che utilizza l&#8217;effetto fotoelettrico e consente di catturare la luce sotto forma di impulsi elettrici, che possono essere elaborati eletronicamente, anziché chimicamente, come con una pellicola. Il CCD ha rivoluzionato l&#8217;industria della comunicazione visiva ed è alla base di numerosissime apparecchiature scientifiche, oltre che fondamentale nella medicina per le applicazioni diagnostiche e di microchirurgia.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/physics/laureates/2009/index.html" target="_blank">Sito dell&#8217;Accademia delle Scienze di Svezia</a></p>
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		<title>Angela Merkel: un Fisico alla guida della Germania</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 11:42:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Forse non tutti sanno che Angela Merkel, che ieri (28 settembre 2009) ha ottenuto un grande successo politico vincendo le elezioni politiche in Germania è stata, prima ancora che un politico, un fisico. Angela Merkel, il cui cognome da nubile è Kasner, è nata ad Amburgo nel 1954 ma è cresciuta e si è formata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_62" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-62  " title="Angela Merkel - Wroclaw" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/09/merkel-wroclaw-300x201.jpg" alt="Angela Merkel parla all'Università Tecnologica di Wroclaw in occasione del conferimento della laurea Honoris Causa" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Angela Merkel parla all&#39;Università Tecnologica di Wroclaw in occasione del conferimento della laurea Honoris Causa nel 2008</p></div>
<p>Forse non tutti sanno che Angela Merkel, che ieri (28 settembre 2009) ha ottenuto un grande successo politico vincendo le elezioni politiche in Germania è stata, prima ancora che un politico, un fisico.</p>
<p>Angela Merkel, il cui cognome da nubile è Kasner, è nata ad Amburgo nel 1954 ma è cresciuta e si è formata a Lipsia, nell&#8217;allora Repubblica Democratica Tedesca, dove il padre, un pastore protestante, si era trasferito per motivi pastorali.</p>
<p>La Merkel ha conseguito la sua laurea in Fisica all&#8217;Università di Lipsia nel 1978.<br />
Nel periodo degli studi universitari, sposò il suo collega di studi Ulrich Merkel. Il matrimonio finì con un divorzio nel 1982, ma Angela decise di conservare il cognome del marito.</p>
<p>Dopo essersi laureata, conseguì il dottorato di ricerca in chimica-fisica all&#8217;Accademia delle Scienze di Berlino, dove ha continuato a svolgere la sua attività di ricerca fino al 1990. Qui conobbe il secondo e attuale marito, Joachim Saurer, a tutt&#8217;oggi un <a href="http://www.chemie.hu-berlin.de/ag_sauer/Staff/js.html" target="_blank">chimico quantistico presso l&#8217;Università Humboldt</a> di Berlino.<span id="more-61"></span></p>
<p>Nel corso degli anni &#8217;80, Angela Merkel ha lavorato nell&#8217;ambito della chimica quantistica, in particolare sui temi del calcolo delle costanti di velocità di reazione e decadimento degli idrocarburi.</p>
<p>Non c&#8217;è da stupirsi, quindi, come Angela Merkel sia un&#8217;attiva e forte sostenitrice del ruolo fondamentale della scienza per lo sviluppo della società e della necessità di investire in R&amp;S.</p>
<p>È interessante leggere il pensiero del Cancelliere su questo tema, direttamente dalla sua penna, in questi due articoli su Science (accessibili attraverso l&#8217;iscrizione gratuita), risalenti a due epoche diverse della sua vita.</p>
<p>In <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/reprint/313/5784/147.pdf" target="_blank">questo articolo</a> (del 2006) si esprime sulla politica scientifica della Germania, mentre in <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/full/sci;281/5375/336?maxtoshow=&amp;amp;HITS=10&amp;amp;hits=10&amp;amp;RESULTFORMAT=&amp;amp;fulltext=merkel&amp;amp;searchid=1&amp;amp;FIRSTINDEX=10&amp;amp;resourcetype=HWCIT" target="_blank">questo saggio</a> del 1998, quando era ministro dell&#8217;Ambiente, parla del ruolo della scienza per lo sviluppo sostenibile.</p>
<p>Di seguito una lista di pubblicazioni scientifiche di Angela Merkel (da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Angela_Merkel">Wikipedia</a>) ci dà un&#8217;idea dell&#8217;ambito del suo lavoro di ricercatore.</p>
<ul>
<li>Der, R.; A. Merkel, H.-J. Czerwon (1980). &#8220;On the influence of spatial correlations on the rate of chemical reactions in dense gases. I. Quantum statistical theory&#8221;. Chemical Physics 53 (3): 427–435. doi:10.1016/0301-0104(80)85131-7.</li>
<li>Der, R.; R. Haberlandt, A. Merkel (1980). &#8220;On the influence of spatial correlations on the rate of chemical reactions in dense systems. II. Numerical results&#8221;. Chemical Physics 53 (3): 437–442. doi:10.1016/0301-0104(80)85132-9.</li>
<li>Boeger, I.; A. Merkel, J. Lachmann, H.-J. Spangenberg, T. Turanyi (1982). &#8220;An Extended Kinetic Model and its Reduction by Sensitivity Analysis for the Methanol/Oxygen Gas-Phase Thermolysis&#8221;. Acta Chim. Hung. 129 (6): 855–864.</li>
<li>Merkel, Angela; Ilka Böger, Hans Joachim Spangenberg, Lutz Zülicke (1982). &#8220;Berechnung von Hochdruck-Geschwindigkeitskonstanten für Zerfalls- und Rekombinationsreaktionen einfacher Kohlenwasserstoffmoleküle und -radikale&#8221;. Zeitschrift für Physikalische Chemie 263 (3): 449–460.</li>
<li>Merkel, Angela; Lutz Zülicke (1985). &#8220;Berechnung von Geschwindigkeitskonstanten für den C-H-Bindungsbruch im Methylradikal&#8221;. Zeitschrift für Physikalische Chemie 266 (2): 353–361.</li>
<li>Merkel, Angela; Lutz Zülicke (1987). &#8220;Nonempirical parameter estimate for the statistical adiabatic theory of unimolecular fragmentation carbon-hydrogen bond breaking in methyl&#8221;. Molecular Physics 60 (6): 1379–1393. doi:10.1080/00268978700100901.</li>
<li>Merkel, Angela; Zdenek Havlas, Rudolf Zahradník (1988). &#8220;Evaluation of the rate constant for the SN2 reaction fluoromethane + hydride: methane + fluoride in the gas phase&#8221;. Journal of American Chemical Society 110 (25): 8355–8359. doi:10.1021/ja00233a012.<br />
Mix, H.; J. Sauer, K.-P. Schröder, A. Merkel (1988). &#8220;Vibrational Properties of Surface Hydroxyls: Nonempirical Model Calculations Including Anharmonicities&#8221;. Coll. Czechoslov. Chem. Commun. 53 (10): 2191–2202.<br />
Schneider, F.; A. Merkel (1989). &#8220;The lowest bound states of triplet (BH2)+&#8221;. Chemical Physics Letters 161 (6): 527–531. doi:10.1016/0009-2614(89)87033-2.</li>
<li>Merkel, Angela; Lutz Zülicke (1990). &#8220;Theoretical approach to reactions of polyatomic molecules&#8221;. International Journal of Quantum Chemistry 36: 191–208. doi:10.1002/qua.560380214.<br />
Merkel, Angela (1998). &#8220;The role of science in sustainable development&#8221;. Science 281 (5375): 336–337. doi:10.1126/science.281.5375.336.</li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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