Confermata l’origine dei Rotoli del Mar Morto: un successo per l’archeometria italiana

I rotoli del Mar Morto, ritrovati nell’antico insediamento di Khirbet Qumran, a nord-ovest del Mar Morto, sono i più antichi documenti biblici conosciuti.

Ritrovati mezzo secolo fa, i rotoli contengono brani biblici e documenti legali delle tribù israelitiche.

Da sempre, i rotoli di pergamena di cammello sono al centro di un acceso dibattito sulla loro datazione, sulla loro manifattura e sulle loro origini. Fino ad oggi, si sapeva solo che sono stati scritti tra il 200 a.C. e il 70 d.C.

Ad almeno una di queste domande ha risposto il gruppo di ricerca dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN di Catania. Il team di ricerca, guidato da Giuseppe Pappalardo, ha infatti dimostrato che le pergamene sono state prodotte a Qumran, nel luogo stesso del ritrovamento. Leggi tutto…

Bandito il premio SIF per le applicazioni industriali

sifLa Società Italiana di Fisica ha bandito un premio per le applicazioni industriali che verrà assegnato ad un laureato in Fisica che, negli ultimi cinque anni, abbia conseguito o promosso, con le sue ricerche, un’importante applicazione industriale.

Le domande di ammissione e le proposte di candidatura devono essere inviate entro il 25 Giugno 2010 Leggi tutto…

Creato il primo generatore quantistico di numeri casuali controllabile

Un team internazionale di ricercatori ha sviluppato il primo sistema con cui è possibile generare numeri casuali la cui casualità è verificabile.

Il team, composto da ricercatori belgi, spagnoli, inglesi e americani, ha utilizzato una tecnica che si basa sulla casualità intrinseca della meccanica quantistica.

I numeri casuali hanno una serie di importanti applicazioni, che vanno dalla crittografia, al gioco d’azzardo, alle simulazioni numeriche di sistemi fisici e biologici. Leggi tutto…

Un passo avanti nello sviluppo dei laser acustici (Saser)

I Fisici di due gruppi di ricerca, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, hanno fatto notevoli passi avanti nella realizzazione di laser a fononi.

I fononi sono i quanti del campo vibrazionale di una molecola o di un solido. Quelli generati alla superificie dei materiali piezoelettrici trovano già applicazione nella realizzazione di dispositivi integrati di scala nanometrica.

I laser a fononi (o “saser”) sono dispositivi che emettono suoni in modo analogo a quello in cui i laser emettono luce, ovvero in fasci collimati, monocromatici, coerenti e ad elevata brillanza. Leggi tutto…

Celle fotovoltaiche più economiche con i nanofili di silicio

da lbl.govNonostante si siano ottenuti ottimi risultati con le celle fotovoltaiche al silicio, arrivando a tassi di conversione prossimi al 20%, i costi di queste tecnologie per l’applicazione su larga scala sono proibitivi.

Dei ricercatori ai Lawrence Berkeley National Laboratories negli USA hanno sviluppato un approccio, basato sui nanofili, che può ridurre significativamente questi costi.

La chiave è nell’uso di film sottili prodotti a partire da schiere di nanofili di silicio. Con tale sistema è stato possibile incrementare il sconfinamento della luce nelle celle fotovoltaiche di oltre 70 volte. Leggi tutto…

“Nanobolle” contro il cancro

nanobubblesFisici della Rice University e dell’Istituto Lykov dell’Accademia delle Scienze bielorussa hanno messo a punto una nuova tecnica per identificare singole cellule tumorali e distruggerle attraverso nanoesplosioni. Attraverso un laser, nanoparticelle d’oro, denominate nanobolle plasmoniche (PNB), vengono spinte all’interno delle cellule tumorali, facendole letteralmente esplodere.

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Trattare i virus come oggetti fisici può portare allo sviluppo di nuovi e più efficaci antivirali

Le sottili pareti che costituiscono l’involucro dei virus contengono un quantitativo di energia potenziale che, quando il virus entra in contatto con una cellula ospite, viene rilasciata per sospingere il DNA virale all’interno della cellula e iniziare la proliferazione virale al suo interno.

Il fisico della Carnegie Mellon Alex Evilevitch, con i colleghi Jeembaeva (Princeton), Jönsson (Lund) e Castelnovo (Lione) è stato il primo ad effettuare una misurazione dell’energia associata col rilascio del DNA. Si tratta di una scoperta la cui importanza risiede nella migliore comprensione dei meccanismi che governano le infezioni virali e nella possibilità di progettare nuovi medicinali per combatterle. Leggi tutto…

La datazione al radiocarbonio estesa da 26.000 a 50.000 anni

Il principio della datazione al radiocarbonio si basa sul fatto che una piccola parte del carbonio nell’anidride carbonica presente nell’atmosfera è costituito dall’isotopo radioattivo 14C. La restante parte è costituita che dagli isotopi stabili 13C e 12C.  I processi vitali delle piante e degli animali che utilizzano l’anidride carbonica fanno sì che, mentre sono in vita, gli organismi assorbano tracce di 14C. Quest’assorbimento cessa con la morte dell’organismo.  Durante la vita dell’organismo, il rapporto tra la concentrazione dell’isotopo radioattivo con gli isotopi stabili è uguale a quello dell’atmosfera. Leggi tutto…

Il Decreto per i Contratti di Innovazione Tecnologica: 2 miliardi per progetti di ricerca applicata

Lo scorso 5 Gennaio 2010 il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha firmato il decreto che dà il via alla nuova formula dei “contratti di innovazione tecnologica”, che attivano investimenti per circa 2 miliardi di euro nell’ambito della ricerca applicata. 

I progetti oggetto di finanziamento sono progetti di importo superiore ai 10 milioni di euro, realizzati attraverso una partnership negoziata tra pubblico e privato e finanziati attraverso una combinazione di finanziamento diretto e prestito agevolato. Leggi tutto…

Polimeri “assorbono” i rifiuti radioattivi dai reattori nucleari

da www.tu-dortmund.de

da www.tu-dortmund.de

Le scorie prodotte dai reattori nucleari non sono costituite solo dalle barre esauste di combustibile fissile, ma anche da scorie di basso livello prodotte dall’esercizio del reattore, in particolare dalla contaminazione dell’acqua di raffreddamento.

Börje Sellergren, dell’Istituto di Ricerca Ambientale della Technische Universität di Dortmund e Sevilimendu Narasimhan del Bhabha Atomic Research Center a Kalpakkam, in India, hanno sviluppato un metodo per ridurre significativamente questa forma di radioattività. Leggi tutto…