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	<title>Fisica e Professione &#187; Energia e Ambiente</title>
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	<description>Fisica e Professione è la community dei fisici professionisti che operano nel mondo dell&#039;industria, dei servizi e della ricerca e che vogliono condividere e diffondere informazioni e idee sulla propria professionalità e sul contributo della fisica all&#039;innovazione.</description>
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		<title>Un mondo di rinnovabili entro il 2030: un traguardo possibile?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 14:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Mark Jacobson e Mark Delucchi, rispettivamente di Stanford e dell’Università della California a Davis, la risposta è sì. I due ricercatori hanno pubblicato sul numero di Marzo 2011 di Energy Policy un articolo in due parti che sostiene questa tesi. In particolare, Jacobson e Delucchi ritengono che tutto il fabbisogno energetico incrementale del mondo possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="rg_hi" class="alignleft" src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTt4gZLG3J2hKM1OVcLE1kjoVxT3ga9i1ztgH8lQAJbLpfZoJGf" alt="" width="187" height="97" />Secondo <a href="http://www.stanford.edu/group/efmh/jacobson/">Mark Jacobson</a> e <a href="http://www.its.ucdavis.edu/people/faculty/delucchi/index.php">Mark Delucchi</a>, rispettivamente di <a href="http://www.stanford.edu/">Stanford</a> e dell’<a href="http://www.ucdavis.edu/index.html">Università della California a Davis</a>, la risposta è sì. I due ricercatori hanno pubblicato sul numero di Marzo 2011 di <a href="http://www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/30414/description" target="_blank">Energy Policy</a> un articolo in due parti che sostiene questa tesi.</p>
<p>In particolare, Jacobson e Delucchi ritengono che tutto il fabbisogno energetico incrementale del mondo possa essere fornito da fonti rinnovabili entro il 2030, e che entro il 2050 queste fonti possano coprirel&#8217;intero fabbisogno energetico mondiale. Per i due ricercatori, gli ostacoli verso un mondo di energie rinnovabili non sono né tecnici né economici, ma soprattutto sociali e politici.<span id="more-818"></span></p>
<p>Lo studio analizza la fattibilità di uno scenario in cui l&#8217;energia per tutti gli utilizzi civili ed industriali (forza elettromotrice, trasporti, riscaldamento e raffreddamento,…)  è prodotta esclusivamente attraverso l’acqua, il vento e il sole (fonti WWS). Jacobson e Delucchi concludono che, in un mondo con le infrastrutture appropriate, il costo delle rinnovabili sarebbe analogo a quello attuale dell’energia, con in più i benefici relativi al miglioramento della sicurezza energetica, alla riduzione dell’inquinamento e al controllo del riscaldamento globale.</p>
<p>Per soddisfare la domanda globale di energia nel 2030, che i due autori stimano nell&#8217;articolo,  il mondo dovrebbe dotarsi degli impianti di produzione di nel numero descritto nella seguente tabella: </p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="264" valign="top"><strong>Tipologia di impianto</strong></td>
<td width="252" valign="top"><strong>Numerosità</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Turbine eoliche da 5 MW</td>
<td width="252" valign="top">3,8 milioni</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Centrali solari a concentrazione da 300 MW</td>
<td width="252" valign="top">49.000</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Centrali solari fotovoltaiche da 300 MW</td>
<td width="252" valign="top">40.000</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Pannelli solari per abitazione privata da 3 MW</td>
<td width="252" valign="top">1,7 miliardi</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Centrali geotermiche da 100 MW</td>
<td width="252" valign="top">5350</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Nuove centrali idroelettriche da 1300 MW</td>
<td width="252" valign="top">270</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Sistemi di generazione a moto ondoso da 0,75 MW</td>
<td width="252" valign="top">720.000</td>
</tr>
<tr>
<td width="264" valign="top">Turbine mareomotrici da 1 MW</td>
<td width="252" valign="top">490.000</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Secondo i due autori, l’infrastruttura WWS da loro preconizzata ridurrebbe la domanda d’energia del 30%, grazie al miglioramento dell’efficienza, e avrebbe un’impatto sull’utilizzo di territorio di poco superiore all’1% rispetto all’attuale.</p>
<p>Per ottenere il risultato desiderato, sarebbe necessaria, oltre che il cambiamento dei sistemi di produzione, la riprogettazione compessiva delle infrastrutture accumulazione e trasporto. Infatti, la variabilità intrinseca di molte delle fonti rinnovabili richiede sistemi innovativi ed efficienti di accumulazione attraverso vari sistemi (batterie elettrovoltaiche, volani, produzione di idrogeno, ri-pompaggio dell’acqua delle condotte forzate), sia in prossimità dei punti di produzione che dei punti di utilizzo, e sistemi intelligenti di trasporto (la cosiddetta “smart grid”), che rendano disponibile l’energia nelle aree che si trovano in periodi di bassa produzione e di elevata domanda.</p>
<p>Inoltre, molti settori industriali dovrebbero ristrutturarsi. Ad esempio, il settore minerario dovrebbe orientarsi verso l&#8217;estrazione di materiali quali il litio per gli accumulatori e le terre rare per i motori elettrici; il settore trasporti dovrebbe concentrarsi nella produzione di motori elettrici o a idrogeno, e così via.</p>
<p>La proposta di Jacobson e Delucchi, se attuata, al di là della verifica della fattibilità tecnica, avrebbe un enorme impatto socio-economico su intere filiere industriali e sugli equilibri geopolitici tra gli Stati, attualmente basati essenzialmente sulle interdipendenze nell’approvvigionamento di combustibile fossile.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li>Preprint della <a href="http://www.stanford.edu/group/efmh/jacobson/Articles/I/JDEnPolicyPt1.pdf">prima</a> e la <a href="http://www.stanford.edu/group/efmh/jacobson/Articles/I/JDEnPolicyPt2.pdf">seconda</a> parte dell’articolo (dalla pagina di Jacobson a Stanford)</li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>In Lombardia non è più necessaria l&#8217;iscrizione ad un ordine professionale per i certificatori energetici</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/in-lombardia-non-e-piu-necessaria-liscrizione-ad-un-ordine-professionale-per-i-certificatori-energetici.html</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 01:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica e Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Fisico]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[detrazione 55%]]></category>
		<category><![CDATA[regione lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la L.R. 3 del 21 febbraio 2011, il Consiglio Regionale della Lombardia dà il via libera all&#8217;accesso agli albi dei certificatori a tutti colori i quali, in possesso di un titolo di studio tecnico, abbiano frequentato con profitto un corso di accreditamento riconosciuto dalla Regione. L&#8217;art. 25, comma 3 della L.R. 24/2006 e successive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/certen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Con la L.R. 3 del 21 febbraio 2011, il Consiglio Regionale della Lombardia dà il via libera all&#8217;accesso agli albi dei certificatori a tutti colori i quali, in possesso di un titolo di studio tecnico, abbiano frequentato con profitto un corso di accreditamento riconosciuto dalla Regione.</p>
<p>L&#8217;art. 25, comma 3 della L.R. 24/2006 e successive modifiche ed integrazioni recita, a seguito delle modifiche apportate dalla L.R. 3/2011, come segue:<span id="more-815"></span></p>
<p><em>&#8220;[omissis] La Giunta regionale definisce, nell&#8217;ambito delle modalità applicative per la certificazione energetica degli edifici di cui al comma 1, i requisiti e le modalità per accreditare i tecnici all&#8217;esercizio delle attività di diagnosi e di certificazione energetica e promuove, in collaborazione con i collegi e gli ordini professionali, le università e gli enti di formazione accreditati dalla Regione, appositi corsi di qualificazione per abilitare coloro che, seppure in possesso di titoli di istruzione tecnica secondaria o universitaria, non abbiano una specifica formazione in materia, con riguardo anche alla tipologia del sistema edificio-impianto da certificare. L’iscrizione a ordini o collegi professionali non è requisito necessario all’ammissione ai corsi di qualificazione, né all’accreditamento all’esercizio delle attività di diagnosi e certificazione energetica. [omissis]&#8220;.</em></p>
<p>Questa legge viene incontro alle legittime aspirazioni di tanti laureati in Fisica operanti in Lombardia che, a questo punto, dovrebbero essere ammessi, al pari degli altri laureati e diplomati tecnici privi di ordine professionale, alla frequenza dei corsi e all&#8217;iscrizione all&#8217;albo dei certificatori.</p>
<p>È tuttavia da chiarire se la nuova legge sia immediatamente operativa, anche in assenza di revisioni della DGR 5018/2007 e s.m.i., che non prevede la laurea in Fisica tra i titoli di studio ammessi all&#8217;accreditamento come soggetto certificatore.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.cened.it/lr24_2006" target="_blank">la notizia sul sito del CENED</a> (contiene anche il link ai testi normativi)</li>
<li><a href="http://www.edilportale.com/news/2011/02/risparmio-energetico/lombardia-più-facile-diventare-certificatore-energetico_21572_27.html" target="_blank">la notizia su Edilportale</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Torna la fusione fredda?</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/torna-la-fusione-fredda.html</link>
		<comments>http://www.fisicaeprofessione.it/torna-la-fusione-fredda.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 21:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica e Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[andrea rossi]]></category>
		<category><![CDATA[fusione fredda]]></category>
		<category><![CDATA[sergio focardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il controverso fenomeno delle reazioni nucleari a bassa energia, a partire dagli exploit di Fleischmann e Pons nell’ormai lontano 1989, continua a far discutere scienziati e non. Il fisico Sergio Focardi, professore emerito dell’Università di Bologna, e l’ingegner Andrea Rossi hanno presentato oggi (venerdì 14 febbraio 2010) a Bologna, alla presenza di un pubblico costituito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il controverso fenomeno delle reazioni nucleari a bassa energia, a partire dagli <em>exploit</em> di Fleischmann e Pons nell’ormai lontano 1989, continua a far discutere scienziati e non.</p>
<p>Il fisico Sergio Focardi, professore emerito dell’Università di Bologna, e l’ingegner Andrea Rossi hanno presentato oggi (venerdì 14 febbraio 2010) a Bologna, alla presenza di un pubblico costituito prevalentemente da giornalisti e fisici, un apparato che consentirebbe la realizzazione della fusione fredda, dandone una dimostrazione pratica.<span id="more-790"></span></p>
<p>Focardi e Rossi terranno anche una conferenza stampa che potrà essere seguita in diretta domani (15 febbraio) alle ore 10 del mattino su <a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com">http://www.journal-of-nuclear-physics.com</a>.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li>Gli articoli su <a href="http://www.journal-of-nuclear-physics.com/">Repubblica</a> e sul <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2011/01/13/441795-realizzato_fusione_fredda.shtml">Resto del Carlino</a></li>
<li>La cronaca della presentazione sul blog <a href="http://22passi.blogspot.com/2011/01/bolognia-14111-cronaca-test-fusione_14.html">22 passi</a></li>
</ul>
<p>&lt;fIp&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Uno stimolo al dibattito sul nucleare dal Forum Nucleare Italiano</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/uno-stimolo-al-dibattito-sul-nucleare-dal-forum-nucleare-italiano.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 12:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[approvvigionamento energetico]]></category>
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		<category><![CDATA[dibattito sul nucleare]]></category>
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		<description><![CDATA[Con uno spot televisivo in prima serata sulle principali reti televisive nazionali, l&#8217;associazione Forum Nucleare rilancia il dibattito sul tema dell&#8217;energia nucleare. Il Forum Nucleare Italiano è un&#8217;associazione no-profit che riunisce i principali operatori del settore energetico, come Edf, Enel, Gdf Suez, Techint, Terna e Westinghouse; università come il Politecnico di Milano, la Sapienza, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Con uno spot televisivo in prima serata sulle principali reti televisive nazionali, l&#8217;associazione Forum Nucleare rilancia il dibattito sul tema dell&#8217;energia nucleare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="448" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R29l7GkBl64?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="448" height="270" src="http://www.youtube.com/v/R29l7GkBl64?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><span id="more-760"></span></p>
<p>Il Forum Nucleare Italiano è un&#8217;associazione no-profit che riunisce i principali operatori del settore energetico, come Edf, Enel, Gdf Suez, Techint, Terna e Westinghouse; università come il Politecnico di Milano, la Sapienza, le Università di Palermo, Genova e Pisa;  sindacati come CISL-FLAEI e UIL-UILCEM.</p>
<p>Il Forum si propone di favorire una maggiore conoscenza del nucleare e delle sue implicazioni al fine di stimolare un confronto sul tema. L&#8217;associazione ha come modello  analoghi Forum in altri Paesi dove l’energia nucleare fa parte del mix energetico, quali il Belgio, la Svizzera, la Spagna, la Germania, la Slovacchia e gli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Con questa campagna – ha <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-20/pubblicita-forum-nucleare-184342.shtml?uuid=AY2AbRtC" target="_blank">dichiarato il presidente del Forum, Chicco Testa, al Sole24Ore </a>– vogliamo riaprire un discorso chiuso bruscamente 24 anni fa. Oggi, quella del nucleare è un&#8217;alternativa energetica pulita e conveniente, in termini economici e ambientali, ma non sarà mai possibile un dialogo costruttivo se prima non si mettono tutti in condizioni di avere informazioni chiare e certe sotto il profilo scientifico. Per questo motivo – prosegue Testa – il Forum si propone come luogo di discussione e confronto di idee libere da preconcetti basati su posizioni ideologiche&#8221;.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.forumnucleare.it/" target="_blank">Il sito del Forum Nucleare Italiano</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>In Friuli-Venezia Giulia i laureati in Fisica possono accreditarsi come Tecnici Abilitati alla certificazione energetica e ambientale (protocollo VEA)</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/in-friuli-venezia-giulia-i-laureati-in-fisica-possono-accreditarsi-come-tecnici-abilitati-alla-certificazione-energetica-e-ambientale-protocollo-vea.html</link>
		<comments>http://www.fisicaeprofessione.it/in-friuli-venezia-giulia-i-laureati-in-fisica-possono-accreditarsi-come-tecnici-abilitati-alla-certificazione-energetica-e-ambientale-protocollo-vea.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 11:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Norme e Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Fisico]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[dlgs 195/2005]]></category>
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		<category><![CDATA[regione friuli-venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[tecnico abilitato]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Friuli-Venezia Giulia si pone, insieme al Piemonte, all’avanguardia nel recepire le indicazioni della bozza di Dpr attuativo della lettera c) dell’articolo 4 comma 1, del Dlgs 192/2005 che fisserà i criteri di accreditamento dei certificatori. Infatti, nel Decreto del Presidente della Regione 25 agosto 2010, n. 0199/Pres, tra i titoli di studio validi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/certen-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La Regione Friuli-Venezia Giulia si pone, insieme al Piemonte, all’avanguardia nel recepire le indicazioni della <a href="http://www.fisicaeprofessione.it/i-fisici-nellalbo-dei-tecnici-abilitati-alla-certificazione-energetica-con-un-corso.html">bozza di Dpr attuativo della lettera c) dell’articolo 4 comma 1, del Dlgs 192/2005</a> che fisserà i criteri di accreditamento dei certificatori.</p>
<p>Infatti, nel <a href="http://lexview-int.regione.fvg.it/FontiNormative/Regolamenti/D_P_REG_0199-2010.pdf">Decreto del Presidente della Regione 25 agosto 2010, n. 0199/Pres</a>, tra i titoli di studio validi ai fini dell’iscrizione all’elenco dei tecnici abilitati alla certificazione ambientale VEA, sono comprese le seguenti classi di laurea: LM-17 (laurea magistrale in Fisica), LM-79 (laurea magistrale in Scienze Geofisiche ), 20/6 (laurea specialistica in Fisica), 85/6 (laurea specialistica in Scienze Geofisiche), L30 e 25 (laurea in Scienze e Tecnologie Fisiche) oltre al diploma di laurea in Fisica secondo il previgente ordinamento.<span id="more-739"></span></p>
<p>La Regione Friuli-Venezia Giulia adotta il “doppio binario” previsto dalla bozza di decreto ministeriale, che prevede l’accreditamento senza corso per i professionisti iscritti ad un ordine e abilitati alla progettazione di edifici e impianti e con corso per tutti gli altri.</p>
<p>La peculiarità del modello di certificazione della Regione Friuli-Venezia Giulia, il “protocollo VEA”, è che si tratta di una certificazione sia energetica, ai sensi del Dlgs 192/2005, che della sostenibilità ambientale degli edifici.</p>
<p>L’accreditamento dei soggetti certificatori in Friuli-Venezia Giulia è gestito dall’Agenzia regionale <a href="http://www.aresfvg.it/" target="_blank">ARES</a>.</p>
<p>L’entrata in vigore dell’obbligo della certificazione VEA è prevista, nel caso di interventi edilizi, per il giorno 31 ottobre 2011, mentre per le compravendite e le locazioni la nuova data è stata fissata per il 1 gennaio 2012.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/casalavoripubblici/areaArgomento.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/AT8/ARG3/">Politiche per la casa – dal sito della Regione Friuli-Venezia Giulia</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Corso ISPRA – CeDRA sulla gestione del rumore aeroportuale</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/corso-ispra-%e2%80%93-cedra-sulla-gestione-del-rumore-aeroportuale.html</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 06:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[integrated noise management]]></category>
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		<category><![CDATA[rumore aeroportuale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; ISPRA, in collaborazione con l&#8217;Università degli Studi Milano-Bicocca e con l&#8217;ARPA PUGLIA, ha organizzato un corso formativo gratuito in tema di Gestione del Rumore Aeroportuale. La formazione è diretta al personale che presta servizio nelle amministrazioni pubbliche e professionisti che operano in aree prossime agli aeroporti aperti al traffico civile. Il corso avrà luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/plan_horizon1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-662" title="plan_horizon[1]" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/plan_horizon1.jpg" alt="" width="103" height="83" /></a>L&#8217; ISPRA, in collaborazione con l&#8217;Università degli Studi Milano-Bicocca e con l&#8217;ARPA PUGLIA, ha organizzato un corso formativo gratuito in tema di Gestione del Rumore Aeroportuale. La formazione è diretta al personale che presta servizio nelle amministrazioni pubbliche e professionisti che operano in aree prossime agli aeroporti aperti al traffico civile. <span id="more-660"></span>Il corso avrà luogo per il centro-sud Italia a Bari presso gli uffici ARPA PUGLIA &#8211; Direzione Generale &#8211; Corso Trieste, 27 (Sala Conferenze &#8211; II piano).</p>
<p>Il corso è organizzato in due moduli. Il primo modulo si terrà dal 21 al 23 settembre e avrà come tema gli aspetti tecnico-scientifici e normativi nella gestione del rumore aeroportuale. Il secondo modulo, dal 28 al 30 settembre, tratterà l’uso dell’INM (integrated noise model) e della cartografia GIS.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.isprambiente.it/site/it-IT/Archivio/Eventi/Documenti/2023_rumore_bari.html" target="_blank">Sito ISPRA</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ripubblicato dalla SIF il “libro bianco” Energy in Italy: Problems and perspectives (1990-2020)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 13:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[SIF]]></category>

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		<description><![CDATA[La società italiana di Fisica ha deciso di ripubblicare il fondamentale “Libro Bianco” Energy in Italy: problem and perspectives (1990-2020) in un numero speciale de “Il Nuovo Cimento B” dedicato alla memoria del presidente SIF Giuseppe-Franco Bassani, in versione aggiornata. Il “libro bianco” è il più ampio studio sulla situazione energetica italiana ad oggi disponibile.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://greenarbytheday.files.wordpress.com/2009/06/wind-energy1.jpg" alt="" width="118" height="78" />La società italiana di Fisica ha deciso di ripubblicare il fondamentale “Libro Bianco” Energy in Italy: problem and perspectives (1990-2020) in un numero speciale de “Il Nuovo Cimento B” dedicato alla memoria del presidente SIF Giuseppe-Franco Bassani, in versione aggiornata. Il “libro bianco” è il più ampio studio sulla situazione energetica italiana ad oggi disponibile.  Il numero del “Nuovo Cimento B” può essere scaricato gratuitamente per trenta giorni a questo link:</p>
<p><a href="http://paperseek.sif.it/index.php?doi=10.1393/ncb/i2010-10829-y" target="_blank">http://paperseek.sif.it/index.php?doi=10.1393/ncb/i2010-10829-y</a>.<span id="more-566"></span></p>
<p>per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.sif.it">Società Italiana di Fisica</a></li>
</ul>
<p><strong>&lt;f|p&gt;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Celle fotovoltaiche più economiche con i nanofili di silicio</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica e Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[energia solare;celle fotovoltaiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante si siano ottenuti ottimi risultati con le celle fotovoltaiche al silicio, arrivando a tassi di conversione prossimi al 20%, i costi di queste tecnologie per l’applicazione su larga scala sono proibitivi. Dei ricercatori ai Lawrence Berkeley National Laboratories negli USA hanno sviluppato un approccio, basato sui nanofili, che può ridurre significativamente questi costi. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-486" title="da lbl.gov" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/solar-nanowire-arrays.jpg" alt="da lbl.gov" width="181" height="141" />Nonostante si siano ottenuti ottimi risultati con le celle fotovoltaiche al silicio, arrivando a tassi di conversione prossimi al 20%, i costi di queste tecnologie per l’applicazione su larga scala sono proibitivi.</p>
<p>Dei ricercatori ai Lawrence Berkeley National Laboratories negli USA hanno sviluppato un approccio, basato sui nanofili, che può ridurre significativamente questi costi.</p>
<p>La chiave è nell’uso di film sottili prodotti a partire da schiere di nanofili di silicio. Con tale sistema è stato possibile incrementare il sconfinamento della luce nelle celle fotovoltaiche di oltre 70 volte.<span id="more-485"></span></p>
<p>Il processo di produzione è, sostiene Peidong Yang, che guida il team di ricerca, relativamente semplice e poco costoso e dovrebbe consentire di sviluppare delle celle a basso costo ed elevata efficienza.</p>
<p>La riduzione dei costi deriva dal fatto che i wafer di silicio utilizzati nelle celle solari ordinarie hanno uno spessore di circa 100 μm, mentre la geometria radiale utilizzata da Yang consente di ridurre tale spessore a circa 8 μm. Inoltre, nell’approccio di Yang si può utilizzare il comune silicio metallurgico, e non necessariamente i cristalli di silicio ultrapuro attualmente impiegati.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://newscenter.lbl.gov/feature-stories/2010/03/03/trapping-sunlight/" target="_blank">La notizia dal sito dei Berkeley Labs</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Polimeri &#8220;assorbono&#8221; i rifiuti radioattivi dai reattori nucleari</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/polimeri-assorbono-i-rifiuti-radioattivi-dai-reattori-nucleari.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fisica e Applicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[smaltimento scorie nucleari]]></category>

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		<description><![CDATA[Le scorie prodotte dai reattori nucleari non sono costituite solo dalle barre esauste di combustibile fissile, ma anche da scorie di basso livello prodotte dall&#8217;esercizio del reattore, in particolare dalla contaminazione dell&#8217;acqua di raffreddamento. Börje Sellergren, dell&#8217;Istituto di Ricerca Ambientale della Technische Universität di Dortmund e Sevilimendu Narasimhan del Bhabha Atomic Research Center a Kalpakkam, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_412" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-412 " src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/akw.jpg" alt="da www.tu-dortmund.de" width="210" height="140" /><p class="wp-caption-text">da www.tu-dortmund.de</p></div>
<p>Le scorie prodotte dai reattori nucleari non sono costituite solo dalle barre esauste di combustibile fissile, ma anche da scorie di basso livello prodotte dall&#8217;esercizio del reattore, in particolare dalla contaminazione dell&#8217;acqua di raffreddamento.</p>
<p>Börje Sellergren, dell&#8217;Istituto di Ricerca Ambientale della Technische Universität di Dortmund e Sevilimendu Narasimhan del Bhabha Atomic Research Center a Kalpakkam, in India, hanno sviluppato un metodo per ridurre significativamente questa forma di radioattività.<span id="more-411"></span></p>
<p>Il metodo è basato su delle &#8220;perline&#8221; polimeriche che &#8220;assorbono&#8221; la radioattività contenuta nell&#8217;acqua di raffreddamento.</p>
<p>L&#8217;acqua calda, nei reattori PWR &#8211; la tipologia più comune &#8211; circola in tubazioni d&#8217;acciaio in lega con cobalto. L&#8217;acqua dissolve dalle pareti delle tubazioni per la maggior parte ioni ferro, ma anche ioni cobalto. Gli ioni ferro, quando colpiti dai neutroni prodotti dal reattore, non diventano radioattivi. Tuttavia, gli ioni cobalto si trasformano nell&#8217;isotopo radioattivo <sup>60</sup>Co, con un tempo di dimezzamento di circa cinque anni.</p>
<p>Attualmente l&#8217;acqua viene decontaminata attraverso degli scambiatori di ioni, che tuttavia non sono in grado di discriminare tra ioni ferro e ioni cobalto, rendendo il metodo non particolarmente efficiente.</p>
<p>Sellergren e Narasimhan hanno affrontato il problema producendo un polimero che si lega col cobalto, ma non col ferro, attraverso una procedura denominata &#8220;imprinting molecolare&#8221;. I polimeri sono sintetizzati in un ambiente contenente cobalto. Il cobalto legato ai polimeri viene quindi eliminato con un lavaggio tramite acido idrocloridrico.</p>
<p>A questo punto, il sito nel quale si trovava legato lo ione cobalto è in grado di intrappolare ioni cobalto in qualsiasi altro ambiente. Di conseguenza, piccole quantità di questo polimero sono in grado di intrappolare grandi quantità di ioni cobalto.</p>
<p>Questo sistema rende più economico ed ecologico lo smaltimento delle scorie di basso livello dei reattori nucleari.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.tu-dortmund.de/uni/Forschung/aktuelles/meldungen/2009-11/09-11-27_Radioaktiver_Abfall/index.html" target="_blank">Articolo sul sito del Politecnico di Dortmund (in Tedesco)</a></li>
<li>La storia è stata anche ripresa dall&#8217;Economist in <a href="http://www.economist.com/sciencetechnology/tq/displaystory.cfm?story_id=14299664" target="_blank">questo articolo</a></li>
</ul>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Professione Fisico: La Puglia esclude i laureati in Fisica dalla certificazione energetica degli edifici</title>
		<link>http://www.fisicaeprofessione.it/la-puglia-esclude-i-laureati-in-fisica-dalla-certificazione-energetica-degli-edifici.html</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia e Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Norme e Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione energetica]]></category>
		<category><![CDATA[qualificazione professionale]]></category>
		<category><![CDATA[tecnico abilitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il sito &#8220;Edilportale&#8220;, la regione Puglia si appresterebbe a varare un regolamento che esclude i laureati in Fisica dalla possibilità di essere ammessi all&#8217;elenco regionale dei &#8220;Tecnici Abilitati&#8221; alla certificazione energetica degli edifici. Sarebbero ammessi a tale elenco solo i laureati in architettura, ingegneria, chimica, scienze e tecnologie agrarie, forestali e ambientali, e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-315" title="certen" src="http://www.fisicaeprofessione.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/certen-150x150.jpg" alt="certen" width="90" height="90" />Secondo il sito &#8220;<a href="http://www.edilportale.com/news/2009/11/risparmio-energetico/la-puglia-disciplina-la-certificazione-energetica-degli-edifici_17059_27.html" target="_blank">Edilportale</a>&#8220;, la regione Puglia si appresterebbe a varare un regolamento che esclude i laureati in Fisica dalla possibilità di essere ammessi all&#8217;elenco regionale dei &#8220;Tecnici Abilitati&#8221; alla certificazione energetica degli edifici.<span id="more-365"></span></p>
<p>Sarebbero ammessi a tale elenco solo i laureati in architettura, ingegneria, chimica, scienze e tecnologie agrarie, forestali e ambientali, e i possessori di diploma di geometra, perito industriale o agrario, che siano abilitati alla professione e iscritti al rispettivo Ordine o Collegio professionale.</p>
<p>Se tale notizia fosse confermata, la Puglia verrebbe ad assumere una posizione non allineata né rispetto ai più <a href="http://www.fisicaeprofessione.it/i-fisici-nellalbo-dei-tecnici-abilitati-alla-certificazione-energetica-con-un-corso.html" target="_blank">recenti sviluppi normativi nazionali</a>, né rispetto alle <a href="http://www.fisicaeprofessione.it/professione-fisico-in-piemonte-i-fisici-possono-abilitarsi-alla-certificazione-energetica.html" target="_blank">scelte di regioni da sempre all&#8217;avanguardia nell&#8217;ambito scientifico e tecnologico come il Piemonte</a>.</p>
<p>&lt;f|p&gt;</p>
<p>Per approfondire: l&#8217;articolo su &#8220;<a href="http://www.edilportale.com/news/2009/11/risparmio-energetico/la-puglia-disciplina-la-certificazione-energetica-degli-edifici_17059_27.html" target="_blank">Edilportale</a>&#8220;</p>
]]></content:encoded>
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